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Sui migranti l'UE non sbagli frontiera, si lavori su quella esterna

30 aprile 2016Parole chiave: , ,
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Sulla crisi migratoria non bisogna sbagliarsi di frontiera, la frontiera su cui lavorare e impegnarsi, lo dico anche agli austriaci, è quella esterna. Dobbiamo lavorare sulla frontiera esterna con la creazione di un corpo di polizia europeo. Su questo c'è l'accordo politico, sulla base di una proposta dell'Italia, sollecitando il Parlamento a concludere l'intesa.

Mi chiedo spesso cosa avrebbe fatto e detto Altiero Spinelli guardando a questa triplice crisi: migratoria, economica e morale dell'Unione. Non ho la presunzione di dare la risposta che avrebbe dato Spinelli, ma ho la convinzione che si sarebbe battuto contro queste tre crisi. E' quanto ho sottolineato ieri in occasione del convegno "Europa: da opportunità a progetto concreto", organizzato dal gruppo europarlamentare dei Socialisti e Democratici (S&D).

Ma ho anche aggiunto che sul fronte della crisi economica, abbiamo lottato prima per arricchire il vocabolario di Bruxelles dove alla lettera 'I' c'era solo la parola 'inflazione'. Ora invece siamo in deflazione quindi vuol dire che le ricette seguite dall'UE non sono state efficaci. Oggi, grazie all'Italia, alla lettera 'I' c'è la parola 'investimenti'.

Il piano Juncker è la prima risposta ma non è quello che vogliamo e l'Italia ha presentato delle proposte per una politica per la crescita e gli investimenti per i nuovi beni pubblici europei: l'Unione digitale, energetica, e nuove politiche per la lotta alla disoccupazione.

Ma nell'UE c'è anche una crisi morale fortissima, in cui prosperano populismi, nazionalismi e antisemitismi. Non vedo in cosa le loro ricette possano migliorare la sicurezza, non è rinunciando alle libertà personali che si risolvono i problemi. Oggi manca drammaticamente una politica transazionale europea per governare questi fenomeni e finché tutto resta nella spirale burocrazia e populismo non ne usciremo mai. E' dunque necessaria una nuova politica transnazionale europea perché la risposta contro il populismo non devono essere proposte nazionali più moderate, ma passare al contrattacco con una politica democratica transnazionale che deve essere l'obiettivo della sinistra europea.

Dipartimento Politiche Europee

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