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Frodi UE, più digitale e coordinamento tra Paesi area adriatica

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Nella prevenzione e nel contrasto alle frodi al bilancio UE, serve più coordinamento tra le varie autorità anti-frode dei singoli Paesi, contro le reti criminali transnazionali. E serve più innovazione digitale, creando una piattaforma che metta in rete le amministrazioni locali per sviluppare maggiormente gli indici di rischio. E' quanto ho sottolineato oggi aprendo il seminario promosso, tra gli altri, dall'Adriatic Ipa Cross-border Cooperation Programme, che riunisce i diversi Paesi - europei e non - che si affacciano sull'Adriatico.
 
In Italia il lavoro di prevenzione e contrasto è costante e quotidiano, un lavoro cui abbiamo dato la priorità: nel 2015 il numero di frodi al bilancio europeo è diminuito del 20%, negli ultimi mesi abbiamo prevenuto più di 200 casi ed evitato che 40 milioni di euro dei contribuenti europei venissero distratti.

Tuttavia identificare molte frodi, non vuol dire che in un Paese ci sono più frodi che altrove: significa invece essere maggiormente efficaci nello smantellarle.

L'Europa deve adottare le stesse misure e lo stesso impegno che i singoli Stati mettono nella lotta alle frodi sul proprio territorio nazionale. Il nostro interesse è che i fondi dei contribuenti europei vengano bene utilizzati, soprattutto in zone che noi consideriamo strategiche come la Macro Regione Adriatico Ionica.

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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