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Su migranti e Brexit ci sono le condizioni per trovare un accordo

16 febbraio 2016Parole chiave: , , ,
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Nel Consiglio Affari Generali che oggi ha preparato il vertice di giovedì e venerdì prossimo sono emerse aperture importanti sul tema dei migranti, anche da parte del cosiddetto gruppo di Visegrad. Già dopo la riunione di ieri dei governi dei quattro Paesi dell'Est erano state espresse posizioni diverse rispetto a quelle assunte in precedenza. Inoltre, oggi, i 28 hanno migliorato la bozza di conclusioni del vertice europeo, riconfermando l'impegno a concludere sotto la presidenza olandese (ovvero entro il 30 giugno) il lavoro per un accordo politico sul corpo di polizia europea delle frontiere, chiave giusta anche per i governi finora più tiepidi.

Tutti, infatti, hanno indicato quello come punto fondamentale per poi costruire un sistema di asilo comune, ovvero per la revisione di Dublino. Le due cose per noi sono entrambe importanti e devono andare avanti parallele. Il fatto che sia stato confermato l'obiettivo di lavorare intensamente durante la presidenza olandese per il corpo di polizia europeo delle frontiere è dunque un segno certamente molto positivo. Così come è molto positivo il fatto che abbiamo rafforzato e migliorato il linguaggio relativo a Schengen. Mi pare, dunque, che siano stati fatti passi in avanti sostanziali.

In riferimento alla Grecia, occorre dire che quando c'è un Paese in particolare difficoltà, non il buon cuore ma i Trattati impongono di essere solidali con quel Paese. Questo è un principio giuridicamente vincolante. Ed è un principio che abbiamo fatto valere sempre, sia per la Grecia che per altri Paesi. Al Consiglio Affari Generali è emersa la volontà di dare un senso concreto alla solidarietà. L'Italia sta lavorando per fare la sua parte. L'ha fatta molto di più rispetto a quanto sia stato svolto sulle altre parti dell'accordo, vedi relocation e rimpatri. E continueremo, perché riteniamo che le tre cose devono andare avanti insieme.

Per quanto concerne il tema della Brexit, mi sembra che ci siano le condizioni per trovare un accordo con il Regno Unito in questo vertice europeo. E' interesse di tutti che il Regno Unito resti nella UE, la vera questione politica di fondo è però cosa vogliamo fare nella zona euro. Per l'Italia 'ever closer union' significa più integrazione politica e sociale. Questo è un punto che il presidente Renzi ha posto da tempo. La questione politica di fondo è quella di lavorare adesso per cambiare le politiche all'interno della zona euro, per approfondirla. Se facciamo tutti insieme questo, come l'Italia propone, anche la questione dei rapporti tra zona euro e chi ne è fuori diventerà molto, molto più semplice. E dipende da noi, più che dai britannici.

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