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Migranti, senza il loro apporto il welfare non può reggere

29 agosto 2015Parole chiave: ,
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Quando cito i dati dell'ONU e della Commissione europea secondo cui entro il 2050 in tutta Europa (che sarà di almeno 34/35 Paesi) servono in totale 40 milioni di immigrati non dico che li desidero, né che la cosa sia auspicabile, né che sia eticamente un bene o un male. Più semplicemente, leggo la realtà, come peraltro fa anche l’articolo del Tempo di oggi, salvo forzare il titolo dicendo che Gozi vuole 40 milioni di immigrati. Io non voglio proprio niente. Mi limito a constatare e possibilmente anticipare, come deve fare la politica, gli sviluppi della realtà.

In Europa, visto che le donne hanno in media 1,5 figli a testa, la popolazione sta diminuendo e allo stesso tempo invecchiando. Di per sé non è un male, perché si tratta di un’evoluzione figlia del benessere economico. Aumentano la salute e la durata della vita, quindi la popolazione invecchia. Il problema, nel tempo, sorge quando di fronte a, poniamo, 10 milioni di pensionati, ci troviamo con 5 milioni di lavoratori attivi. E’ chiaro che con questi numeri i costi del welfare, a cui peraltro già oggi contribuiscono molte donne immigrate, non reggono. Ci troveremmo con costi in aumento costante per pensioni e assistenza sanitaria, a cui dovremmo aggiungere i costi degli ammortizzatori sociali, e una platea di contribuzione sempre più piccola.

I migranti sono importanti per equilibrare questa tendenza negativa. Negativa per noi, vorrei sottolineare, e per questo dobbiamo lavorare su nuove politiche familiari nazionali e locali, politiche per la crescita e lo sviluppo che riducano la disoccupazione a un tasso minimo fisiologico e su una nuova politica europea dell'immigrazione. Certo, anche le ondate migratorie vanno governate con politiche adeguate. Però dire che dobbiamo chiudere le frontiere, aiutarli tutti a casa loro, cioè tenerli tutti lontani dai nostri confini, o affondare i barconi di chi scappa dai terroristi e dalle guerre sono totali scemenze che solleticano gli istinti peggiori del pubblico ma non risolvono uno solo dei nostri problemi. Se vogliamo ragionare laicamente dovremmo partire dai dati reali. I quali ci dicono che la popolazione europea non crescerà nei prossimi decenni e contemporaneamente invecchierà parecchio. Vuol dire avere una popolazione dove gli ultrasessantacinquenni saranno una fetta sempre più rappresentata, insieme agli ottuagenari. Vuol dire, e ci auguriamo tutti che sia così per noi stessi e i nostri genitori, avere persone che percepiscono una pensione per molti decenni, che saranno sottoposti a cure per diversi lustri, mentre non lavoreranno più.

Prendere atto che senza migranti questo mondo non può stare in piedi è un gesto di onestà intellettuale, che certo non pretendo da Salvini, visto che la realtà lo disturba parecchio. Solo che io trovo normale che ci dividano le scelte politiche su come governare questi fenomeni, ma trovo un po' meno normale far finta che queste tendenze e questi dati non esistano. La Lega non contesta nemmeno la politica, contesta la demografia. Certo, strillare slogan contro la demografia dice moltissimo sugli urlatori.

Dipartimento Politiche Europee

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