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Educazione civica europea: Roma chiama, la Liguria risponde

5 maggio 2015Parole chiave: ,
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Mentre a Roma prendeva vita l'accordo di programma tra Dipartimento per le Politiche Europee, Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, Parlamento europeo e Commissione UE per istituire un partenariato strategico allo scopo di garantire nelle scuole italiane l'Educazione Civica Europea (ECE), in Liguria si realizzava il progetto Liguria: scuole pilota per l'Europa, iniziativa promossa dal Centro In Europa e dall'Ufficio Scolastico Regionale con il contributo dell'ente regionale. E, a conclusione del progetto, Genova ha ospitato lo scorso 30 aprile il seminario Come rendere ordinario l'insegnamento dell'ECE nelle scuole italiane?, (foto sotto) durante il quale i sette Istituti compresivi partecipanti hanno presentato i percorsi realizzati durante l'anno scolastico 2014-15.

Genova%2C 30 aprile 2015%3A incontro su scuolaSe la Regione Liguria intende proseguire la politica di sostegno all'inserimento dell'ECE nelle scuole, collegandola con i piani di informatizzazione, se l'Università di Genova, consapevole della carenza di formazione europea delle giovani leve di insegnanti, aspetta lumi sulle modalità future della loro formazione iniziale, i docenti e i dirigenti scolastici partecipanti al progetto ligure hanno mostrato come professionalità, energia e passione siano diffusi nelle scuole italiane e pronti a spendersi per l'Europa. La strada percorribile per inserire in modo stabile e duraturo l'educazione civica europea nelle scuole italiane rimane però il Gruppo pilota nazionale e l'iniziativa promossa dalle istituzioni italiane ed europee.
 
Il Gruppo pilota nazionale si è riunito a Roma in seguito all'accordo di programma, composto da docenti e studiosi con il compito di elaborare un percorso formativo da impartire alla platea più vasta possibile di insegnanti coinvolti a vario titolo nel tema dell'ECE. Il percorso formativo ora è pronto e sarà consegnato al Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca.
 
Come dimostra il seminario di Genova, la sua realizzazione è insieme urgente e attesa. Dai due progetti, l'accordo interistituzionale e il progetto ligure, emergono infatti due elementi:

- una formazione quanto più completa e capillare è una premessa necessaria, considerando che molti docenti sono digiuni di nozioni basilari sull'UE e quindi non riescono ad inserire unità didattiche ad essa relative nelle loro programmazioni. Spesso si reputa di svolgere attività di sensibilizzazione all'UE con progetti di scambio e di e-Twinning che, pur lodevoli, non garantiscono la maturazione di adeguate competenze di cittadinanza attiva;

- la ricchezza dei percorsi sperimentati in Liguria mostra come la formazione non sarà un processo calato dall'alto, ma troverà un fertile terreno in cui attecchire.


Tra oggi e il 2020 speriamo dunque di veder realizzata questa grande opera di aggiornamento, in modo che i giovani italiani possano essere costruttori di Europa. Ci auguriamo anche che non si tratti di un colpo di fulmine, ma dell'inizio di un'azione costante che si inserisca stabilmente nella formazione iniziale dei docenti.

Chiara Saracco
docente di discipline giuridico-economiche
componente del Gruppo Pilota nazionale

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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