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Professioni, nuova direttiva qualifiche approvata

26 novembre 2013Parole chiave:
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La nuova direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali è stata formalmente firmata dai co-legislatori a Strasburgo il 20 novembre ed è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale europea entro la fine dell'anno.

La proposta di modifica, presentata dalla Commissione, era stata pubblicata il 19 dicembre 2011 e rientra tra le azioni del Single Market Act I considerate prioritarie per lo sviluppo del Mercato Interno UE.

La revisione mira a rendere più efficace ed efficiente il sistema del reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali al fine di favorire maggiormente la mobilità dei lavoratori all'interno dell'UE e ad incrementare il livello occupazionale.

Il Consiglio europeo nelle conclusioni del 24-25 ottobre 2013 ha posto l'accento sull'importanza dell'attività di valutazione reciproca delle professioni regolamentate quale strumento per individuare gli ostacoli che ancora si frappongono all'accesso alle professioni negli Stati membri, valutare l'effetto cumulativo di tutte le restrizioni imposte per la stessa professione e suggerire gli interventi opportuni. Ha chiesto che, al riguardo, si compiano rapidi progressi.

Il Consiglio competitività nelle Conclusioni del 30 ottobre 2013 ha sottolineato l'importanza di migliorare il mutuo riconoscimento delle qualifiche riducendo, per quanto opportuno, il numero delle professioni regolamentate e rimuovendo gli ingiustificati ostacoli posti dalla regolamentazione interna. Ha sottolineato l'importanza di un rapido recepimento da parte degli Stati membri della nuova direttiva ed ha invitato gli stessi ad impegnarsi nel prossimo esercizio di trasparenza e valutazione reciproca.

Il Governo italiano dovrà, pertanto, procedere al recepimento e alla piena applicazione della nuova normativa al fine di ridurre nel più breve tempo possibile gli ostacoli per la libera circolazione dei lavoratori. 

Durante tutto il percorso di revisione gli Stati membri sono stati impegnati in un serrato confronto alla ricerca degli strumenti più idonei che consentissero di rendere il mercato del lavoro europeo sempre più integrato ed accessibile. Questo ha portato all'introduzione, nel nuovo testo di alcuni importanti elementi di novità quali, ad esempio, la tessera professionale europea, nonché il processo di trasparenza e valutazione reciproca.

La tessera professionale europea (EPC) si presenta quale strumento volto a semplificare il riconoscimento delle qualifiche professionali e a rendere più efficiente la procedura per chi intende esercitare una professione regolamentata in altri Stati membri. Questi obiettivi verranno realizzati mediante un maggior coinvolgimento delle autorità competenti dello Stato membro di origine e l'utilizzo di procedure elettroniche. L'EPC è uno strumento volontario a disposizione dei professionisti che manifestano l'interesse ad avvalersi dei vantaggi che la tessera comporta, avrà la forma di un certificato elettronico che le autorità competenti dello Stato membro di origine e di quello ospitante si scambieranno tramite il sistema di informazione del mercato interno (IMI) e sarà disponibile tanto per la prestazione temporanea e occasionale di servizi quanto in caso di stabilimento.

L'introduzione dell'EPC richiede tuttavia l'adozione di un atto di esecuzione da parte della Commissione che individui le professioni che potranno beneficiare di tale strumento. L'individuazione, in particolare, è   subordinata alle seguenti rigorose condizioni (articolo 4 bis, paragrafo 7):

  • esistenza di una significativa mobilità, o una significativa potenziale mobilità, nella professione interessata;
  • esistenza di un sufficiente interesse manifestato dalle parti interessate;
  • la professione o l'istruzione e la formazione che portano all'esercizio della professione sono regolamentate in un numero significativo di Stati membri.



Per valutare l'interesse da parte degli stakeholders, la Commissione ha pubblicato un bando affinché le associazioni e le organizzazioni di categoria a livello nazionale ed UE manifestino il loro interesse per la tessera professionale europea.

L'EPC dovrebbe essere a disposizione delle professioni individuate dalla Commissione a decorrere dalla scadenza del termine di recepimento della direttiva, probabilmente all’inizio del 2016. A tal fine, la preparazione dell'atto di esecuzione che introduce l'EPC dovrebbe concludersi entro la fine del 2014, onde poter portare a termine lo sviluppo tecnico, la sperimentazione e la formazione prima della scadenza del termine di recepimento. In funzione del numero di professioni interessate, l'EPC potrebbe essere introdotta in più fasi.

Il nuovo articolo 59 della Direttiva, prevede il "processo di trasparenza" in base al quale ogni Stato membro dovrà rivedere tutta la propria regolamentazione sulle professioni soprattutto al fine di verificare se la presenza di requisiti richiesti per l'accesso e/o l'esercizio di una determinata professione siano direttamente o indirettamente discriminatori sulla base della nazionalità o del luogo di residenza, proporzionati e giustificati da un motivo imperativo di interesse generale.

Tale esercizio si svilupperà secondo una metodologia proposta dalla Commissione UE, attraverso una serie di azioni che vedranno, comunque, il coinvolgimento degli Stati membri. Questi, infatti, dovranno provvedere all'aggiornamento, già in corso, del data base sulle professioni regolamentate, anche attraverso il coordinamento con le Autorità competenti, nonchè procedere alla raccolta di tutta la normativa esistente su ogni professione regolamentata e allo screening della stessa per valutare dei requisiti stessi, laddove presenti, in relazione ai profili sopra richiamati. 

Queste attività saranno seguite da una serie di incontri fra gli Stati membri per lo scambio di informazioni circa i risultati dei vari screening, la valutazione reciproca e lo scambio di best practices. Al termine della valutazione gli Stati membri dovranno procedere alla presentazione di un Piano di riforma nazionale delle professioni, con eventuale collegamento anche con il PNR (Programma Nazionale di Riforma).

Le modifiche introdotte dalla direttiva, quindi, contribuiranno ad una rivisitazione notevole del mondo delle professioni, garantendo al contempo strumenti più adeguati  e in linea con le trasformazioni digitali in corso e favorendo una spinta ad maggiore modernizzazione delle pubbliche amministrazioni.

Gli Stati membri avranno a disposizione due anni di tempo per il recepimento, a decorrere dall’entrata in vigore della direttiva.


Per saperne di più:
Le novità introdotte dalla Direttiva

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