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Eurolibro: "La moneta della discordia"

17 gennaio 2012
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monetadelladiscordia.jpg"Decennale o funerale?", ci chiede subito provocatoriamente Giovanni Moro, intervistato dalla Newsletter del Dipartimento. La ricorrenza dei 10 anni dall'introduzione dell'euro avviene nel periodo più difficile per la moneta unica a cui vengono attribuite in maniera più o meno diretta i problemi che l'Europa deve affrontare di fronte all'incalzare della crisi finanziaria ed economica globale. Ma ciò che si chiede Giovanni Moro non è tanto e solo quale destino attende l'euro, che nessuno certo può augurarsi sia un funerale; quanto semmai il perchè pur l'eventualità di una tale sciagurata ipotesi e le circostanze che ne hanno maturato il solo profilarsi all'orizzone siano fuori da ogni dibattito pubblico.

Giovanni Moro, docente di Scienze politiche all'Università di Macerata e presidente di Fondaca, think tank europeo che lavora sui temi della cittadinanza, ha recentemente scritto il libro "La moneta della discordia" (con Lucia Mazzuca e Roberto Ranucci, e con un'intervista a Romano Prodi, Cooper, euro 14) per ribadire alcuni concetti essenziali sull'euro e il suo ruolo.

"L'altra faccia della moneta - spiega Moro alla nostra Newsletter - o per meglio dire "The other side of the coin" come recita anche il nome di un programma di ricerca e dialogo promosso da Fondaca, è costituita dagli aspetti culturali, sociali, politici, di economia quotidiana e di pratiche di cittadinanza. Ma nel dibattito pubblico, in Italia e in Europa, sull'euro e la crisi si tralasciano questi elementi perchè prevalgono gli elementi macroeconomici e di finanza globale".

Come ricorda il libro, la scelta dell'euro ha una base principalmente politica: "si trattava del disegno di legare i cittadini europei in un unico destino, rafforzando la dimensione comunitaria". La moneta con la doppia faccia, una nazionale e una europea, è in tal senso un elemento fortemente simbolico. Ecco perchè l'euro è diventato rapidamente il "principale marcatore di identità europea".

"L'euro - ci racconta Moro - ha dato forma alla cittadinanza europea, ha creato un senso di appartenenza, di coesione. Ha dato materialità all'essere cittadini europei di quasi mezzo miliardo di persone".

L'euro è l'unica lingua unica in un'unione che di lingue ne ha 22, è lo strumento comune che ci permette la libertà di movimento in Europa senza spese di cambio. L'identità dei cittadini europei oggi è fortemente legata alla libertà di movimento: basti pensare che nel 2010 il il 49% dei cittadini dell'eurozona è stato in un altro Paese dell'eurozona. Ecco perchè l'euro è il "luogo in cui va a manifestarsi" tale identità comune.

D'altro canto, l'euro non ha rappresentato solo vantaggi e in questi primi 10 anni di vita, la maggiore criticità emersa è stata l'aumento dell'inflazione percepita che, soprattutto nei primi anni, ha raggiunto circa il doppio di quella reale. Diversa, dunque, da quella reale ma altrettanto importante perchè influenza il comportamento del cittadino che tende ad avvertire un aumento generalizzato dei prezzi e quindi a consumare di meno, producendo un rallentamento delle economie. 

Fiducia nell'euro? "La moneta si fonda sulla fiducia, è un meccanismo magico. Ma richiede anche un impegno diretto degli stessi cittadini" sottolinea alla Newsletter Giovanni Moro che invita tutti ad essere "guardiani della moneta". Guardiani? "Certo, è un ruolo fondamentale che tutti i cittadini devono assumere. Non solo beneficiari o - se si vuole - vittime della moneta unica, ma anche e soprattutto guardiani". Attori istituzionali, politici, sociali, mondo accademico: è a loro che, in particolare, si rivolge l'invito di Giovanni Moro. Per proporre, spronare, controllare gli "agenti" della moneta e partecipare in modo informato al dibattito pubblico.

La moneta della discordia
Giovani Moro con Lucia Mazzuca e Roberto Ranucci
The Cooper Files, Banda Larga, 2011

Dipartimento Politiche Europee

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