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Proposta batte protesta

13 giugno 2017Parole chiave: ,
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(articolo del Sottosegretario Gozi a Nazione-Carlino-Giorno)


Il primo turno delle legislative in Francia ha consegnato a La République En Marche!, il movimento di Emmanuel Macron, un successo travolgente. Le proiezioni infatti attribuiscono alla formazione del neopresidente una maggioranza schiacciante in parlamento. In Francia è dunque possibile diventare presidente della Repubblica con il 23% dei voti, e poi avere una maggioranza di oltre i due terzi dei seggi con un terzo dei consensi: oltralpe però nessuno grida al pericolo di "deriva autoritaria", con buona pace di alcuni costituzionalisti nostrani. Tornando a Macron, questo risultato gli conferisce enorme forza nell'Assemblea Nazionale, ma non per questo egli avrà vita facile nel suo percorso riformatore.

L'opposizione che non troverà in parlamento la troverà infatti nella società francese: non mancheranno a Macron ostacoli e difficoltà nel realizzare quanto promesso in campagna elettorale. Dalla sua riuscita dipendono però non solo le possibilità di cambiare la Francia, ma soprattutto quelle di rifondare un Europa che dia nuove protezioni. E noi siamo con lui.

Infine, un dato politico molto interessante: nella stessa domenica in cui i 5Stelle hanno subìto una battuta d'arresto alle amministrative, anche il Front National è andato decisamente male. La realtà è che Marine Le Pen ha cavalcato lo scontento, ma al momento di dire come avrebbe agito una volta all'Eliseo, è finita in un vortice di proposte economiche confuse, culminate nel dietrofront sull'uscita dall'Euro. E sia alle presidenziali sia alle legislative, votando Macron, i francesi hanno detto che, passata la rabbia, delle idee di Marine non si fidano.

In Italia come in Francia, insomma, c'è una lezione da imparare. E cioè che quando le forze politiche contrappongono le proposte alle proteste, i populismi si sgonfiano. E le loro idee confuse crollano come castelli di carta.

Dipartimento Politiche Europee

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