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Come "comunicare l'Europa" nel 2017?

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Si sono conclusi a La Valletta (Malta), i lavori del Club di Venezia, organismo informale che riunisce i servizi di comunicazione istituzionale degli Stati europei, membri e candidati.

CoV Malta 2017

Oltre settanta i partecipanti, in rappresentanza di quasi tutti gli Stati membri, la Commissione europea, il Parlamento europeo, il Comitato delle Regioni, oltre a numerosi esperti e specialisti di comunicazione pubblica. Per l'Italia è intervenuta Fiorenza Barazzoni, del Dipartimento Politiche europee.

Al centro della conferenza plenaria "European communication challenges/Rebuilding citizens' confidence" (18-19 maggio) – il contributo che i "comunicatori europei" possono offrire alla ricostruzione della fiducia dei cittadini verso l'UE. Il tema è stato affrontato in due momenti:

  • Sfide strategiche, inclusione, aspettative e fiducia dei cittadini
  • Ruolo dei/rapporto con i media, società civile e social network


Le due sessioni hanno proseguito le riflessioni e i dibattiti avviati alla plenaria di Venezia del novembre 2016 sulle possibili modalità per rafforzare la fiducia dei cittadini nell’Unione Europea, alla luce dei recenti eventi che hanno segnato l’Europa, quali la Dichiarazione a 27 a Bratislava a seguito del referendum in UK, le elezioni nazionali nei Paesi Bassi e presidenziali in Francia, la dichiarazione di Roma del 25 marzo 2017 e il Libro Bianco sul Futuro dell’UE della Commissione europea.

Dopo la relazione introduttiva di Erik den Hoedt (NL), si sono succeduti dieci interventi, sia da parte di rappresentanti delle istituzioni UE e nazionali sia della società civile (tra gli altri: Vanni Xuereb, MEUSAC; Paul Schmidt, AT; Marco Incerti, CEPS; Adam Nyman, Debating Europe; Pier Virgilio Dastoli, Movimento europeo).

Tra i principali interventi, quelli che hanno preso in esame l’evoluzione dei trend della opinione pubblica europea – Paesi Bassi, Commissione Europea, Comitato delle Regioni – e quelli che hanno sottolineato la necessità di rafforzare possibili sinergie e valutare nuove partnership per il rilancio della credibilità dell’UE tra gli Stati membri e con le Istituzioni europee. Tra questi ultimi, l'Italia (a partire dall'esperienza della campagna di comunicazione per il 60° anniversario dei Trattati di Roma, tuttora in corso), Malta (ripresa dei "partenariati di gestione" per progetti di comunicazione condivisi tra Stati membri, Commissione e Parlamento europeo), Lettonia, Austria, ecc.

Sixtine Bouygues, della Commissione europea, ha insistito su una strategia di comunicazione che parta dai leader politici nazionali e dagli Stati membri, piuttosto che da Bruxelles, citando in questo senso le "conventions démocratiques" lanciate dal Presidente francese Macron in tutti i Paesi.

Christophe Rouillon, del Comitato delle Regioni, ha illustrato l’iniziativa "Citizens Dialogues", che vedrà 135 eventi a livello locale in tutto il territorio europeo, Italia inclusa, e un questionario online, intitolato "Reflecting Europe", aperto alla compilazione di tutti i cittadini europei, disponibile in 24 lingue.

Bartolo a MaltaIl seminario tematico "The Refugees and Migration Crisis: a crucial test for public communicators" (19 maggio) ha ripreso e approfondito le sfide della comunicazione legate al tema dei rifugiati e della crisi migratoria, già oggetto di attenzione del Club di Venezia, in particolare nella Plenaria di Roma del 2014, e nel seminario di Lesbo del 2016.

Da parte delle autorità maltesi e della rappresentante italiana sono stati rivolti i saluti di apertura, che hanno messo in luce i particolari problemi affrontati dall’Italia, dalla Grecia e da Malta nella gestione della crisi migratoria – per quanto concerne la rotta mediterranea – nonché le priorità, l’impegno e il ruolo propositivo assunto dall’Italia, sia con riferimento alla dimensione esterna (le cause e i rapporti con i Paesi d’origine e di transito) sia a quella interna del fenomeno (revisione del diritto d’asilo, principio di solidarietà, condivisione delle responsabilità ecc.). Il tema è stato affrontato in una duplice prospettiva: di breve termine/umanitaria – il soccorso, i ricollocamenti e i reinsediamenti, e di lungo termine – prevenzione, pianificazione e cooperazione.

Su invito delle autorità maltesi, Pietro Bartolo (nella foto) - il medico che da oltre venticinque anni accoglie i migranti di Lampedusa - ha portato al Club di Venezia la sua esperienza (raccontata anche nel film "Fuocoammare" e nel libro "Lacrime di sale"), accompagnata da video e foto dai contenuti molto forti e dolorosi, dei migranti sbarcati a Lampedusa e delle vittime, soprattutto donne e bambini, dei viaggi verso l’isola.

Altra testimonianza centrale è stata quella di Regina Catrambone, fondatrice e direttrice della ONG Migrant Offshore Aid Station (MOAS).

Prossimo appuntamento del Club in novembre, per la consueta plenaria autunnale a Venezia. 


Per saperne di più:

Cos'è il Club di Venezia (su questo sito)

Programma sessione plenaria [.pdf - 319 KByte] 

Programma seminario [.pdf - 378 KByte] 

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