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L'Italia e le nomine UE

2 dicembre 2016Parole chiave: ,
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(intervento del Sottosegretario Gozi su La Stampa)


Caro Direttore,
l'analisi di Marco Zatterin sulle nomine Ue ha senz'altro il pregio della profondità storica e presenta diversi elementi di verità. Non la condivido però se applicata agli ultimi due anni e mezzo di presenza italiana in Europa. Si possono avere opinioni diverse su tutto, ma non sui numeri. E su questo i numeri parlano chiaro.

Nel 2014 erano di nazionalità italiana due vice capi di Gabinetto di Commissari e 10 membri di Gabinetto. Oggi sono italiani due capi di Gabinetto di Commissari, quattro vice capi di Gabinetto e 18 membri.

Nel 2014 l'Italia esprimeva due direttori generali e 2 vice direttori generali. Oggi sono italiani 4 direttori generali e 2 vice direttori generali. Si può fare ancora di meglio, soprattutto sul fronte della parità di genere, ma su questo confidiamo nelle prossime decisioni della Commissione. Non voglio «mettere il cappello» del Governo su tutti questi risultati, anche perché sarebbe offensivo nei confronti delle istituzioni europee, che sono indipendenti. E indubbio però che l'azione del nostro Governo nel promuovere proprio quelle sinergie e quel «gioco di squadra» che Zatterin auspica, li hanno sicuramente favoriti.

Le critiche sono sempre benvenute perché sono di stimolo a fare ancora meglio. Tanto più in un giornale come La Stampa che ha una lunga tradizione di sguardo attento sul mondo, che recentemente è stato assolutamente arricchito. Anche per questo, credo che non dobbiamo cadere nel «non dimostrato».

D'altra parte i numeri parlano chiaro anche su altri fronti, inequivocabilmente riferibili all'azione di Governo. Basti pensare alle infrazioni per mancato rispetto del diritto comunitario, che sono scese da 119 del febbraio 2014 alle 71 attuali (-40%). Potrei continuare con i risultati che abbiamo ottenuto nei vari campi: investimenti, flessibilità, polizia delle frontiere, accordi con gli Stati di provenienza dei flussi migratori, stato di diritto, maggiori risorse alle politiche per l'occupazione e i giovani per citare alcuni esempi.

L'Europa ha bisogno di un'Italia forte per cambiare. E io credo, come giustamente afferma Zatterin, nella possibilità per il nostro Paese di fare un eccellente lavoro di squadra in Europa.
Sandro Gozi


Se le poltrone europee si contano, allora notiamo che i tedeschi hanno sei capi di Gabinetto alla Commissione e otto direttori generali. Se le pesiamo, il quadro è anche più inquietante visto che Berlino ha i manager di Junker e Dombrovskis. Il governo dell'Italia dovrà lavorare molta e a lungo, perport il Paese dove merita in casa Ue Èuna missione importante. In bocca al lupo. [Marco Zatterin]

Dipartimento Politiche Europee

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