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Gozi: parole di Juncker in linea con le priorità dell'Italia

14 settembre 2016Parole chiave:
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"Il presidente della Commissione UE Juncker ha centrato priorità e soluzioni per rispondere alle più gravi crisi europee. Crisi di valori e di identità, tentazioni a rinchiudersi nei propri recinti nazionali, nel promettere tanto a Bruxelles e mantenere poco nei propri Paesi. Lo stiamo dicendo da mesi e da mesi, ci stiamo lavorando nei vertici ufficiali".  Così il Sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi, commentando il discorso sullo Stato dell'Unione del presidente Juncker da Strasburgo.

"I migranti, gli attacchi del terrorismo, l'economia stagnante, l'assenza di solidarietà, il populismo sono le priorità da affrontare - sottolinea Gozi - E da tempo, in piena sintonia con quanto detto dal presidente della Commissione UE, proponiamo soluzioni incisive e comuni. Flessibilità nell'applicazione delle regole di bilancio evitando che una eccessiva rigidità ostacoli la crescita; il raddoppio delle risorse stanziate per il Fondo europeo per gli investimenti con 630 miliardi di euro entro il 2022; un chiarimento rapido del futuro dei rapporti fra Gran Bretagna e UE dopo la Brexit, chiarendo fin da subito che la libera circolazione delle persone è inscindibile dall'accesso al mercato unico europeo. E poi una 'Europa della Difesa' come proposto dai ministri Gentiloni e Pinotti, che si traduce in azioni di cooperazione nel settore della difesa e poi, come ha aggiunto Juncker, la creazione di un quartiere generale unico nella UE, con risorse militari comuni complementari a quelle della Nato. Bene anche la richiesta di Juncker su Federica Mogherini affinché diventi un vero ministro degli Esteri europeo, e benissimo sulle proposte di maggiori investimenti che favoriscano la lotta alla disoccupazione giovanile e sull'idea di iniziative concrete a difesa dello stato di diritto dovunque, in Europa".

"Questa è la strada - conclude Gozi - complessa e doverosa, da intraprendere per rilanciare con efficacia il progetto europeo evitandone la disintegrazione. Evitando di consegnare quanto costruito in tanti decenni agli estremisti e agli antieuropeisti. Lo faremo già a partire dall'imminente vertice di Bratislava e in vista di Roma 2017”.

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