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Da Casa Italia a Casa Europa

1 settembre 2016Parole chiave: , , ,
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(Articolo del Sottosegretario Sandro Gozi sull'Unità) 


Ricostruiremo partendo da "Casa Italia", ha giustamente affermato anche ieri al vertice di Maranello Matteo Renzi. Da un grande piano a lungo termine capace non solo di garantire la sicurezza dei cittadini e dei loro beni, ma di modernizzare il Paese, stimolare gli investimenti, l'occupazione e la crescita nel rispetto degli impegni europei e proponendo all'Ue di impegnarsi per lo stesso obiettivo.

Ripartire dopo il terribile sisma, mettendo in campo un'operazione strutturale che guardi oltre l'emergenza e garantisca il futuro, significa anche farlo da "Casa Europa". Fuori soffia il vento dei populisti che gridano allo scandalo a tutti i costi; ci sono folle di venditori di facili ricette a problemi enormi. Noi dobbiamo e vogliamo rimboccarci le maniche con soluzioni concrete e piani credibili per la difesa del territorio, la messa in sicurezza della popolazione, la protezione del patrimonio edilizio, storico e artistico: non sono sfide "solo" italiane, ma sono una grande questione europea.

Italia e Grecia sono due aree soggette a terremoti, altri paesi sono colpiti da forti inondazioni. E tutti richiedono una nuova politica e un nuovo approccio europei al grande tema della prevenzione. È questo il senso più profondo del piano "Casa Italia". Chiedere all'Europa di assumersi nuove responsabilità, e l'Europa lo farà soprattutto dopo la Brexit, in un momento in cui è vitale mostrare vicinanza solidarietà e soprattutto ricreare un legame emotivo tra Unione e cittadini e, come anche Matteo Renzi e Angela Merkel hanno affermato ieri, troveremo soluzioni di buon senso in Europa per tutti gli aspetti che dovremo affrontare.

Senza però commettere gli errori del passato. Sin dall'inizio del nostro governo, ci siamo impegnati ad usare molto meglio, rispetto al passato, tutte le opportunità offerte dall'Unione, a partire da un uso molto più efficiente dei fondi europei e da un'azione immediata e rapida, già in corso. Per l'emergenza post-sisma, sappiamo che saranno scomputati dal calcolo del debito pubblico tutti i soccorsi, l'allestimento delle strutture di accoglienza, l'assistenza agli sfollati, il ripristino delle infrastrutture essenziali, la pulizia dei detriti. Abbiamo poi tre mesi dal primo evento, quindi dal 24 agosto, per attivare il fondo di solidarietà Ue, con una richiesta che deve essere sostenuta dall'indicazione analitica dei danni diretti totali causati dal sisma. E dovremo evitare gli errori commessi dopo altri disastri che hanno colpito il nostro Paese negli ultimi decenni.

Dal 2014, grazie a un intenso dialogo con la commissaria Vestager, abbiamo negoziato e risolto tantissimi problemi ereditati nostro malgrado. Tra il 1990 ed il 2009, dopo terremoti ed alluvioni, l'Italia ha concesso, ad esempio, vari aiuti alle imprese ma senza seguire le procedute corrette. Con il risultato che ben 89 mila imprese hanno rischiato seriamente di doverli restituire: lo abbiamo evitato. Ma ora non dobbiamo fare e non faremo gli stessi errori. Gli aiuti si possono dare, ma a certe condizioni e abbiamo preso le misure necessarie per rispettarle.

E' un'altra difficilissima prova per tutti noi. Un altro impegno che assumiamo con determinazione. Come quelli che hanno accompagnato i nostri primi 30 mesi di governo. Continueremo a farlo con tenacia e con coraggio. Perché l'etica del coraggio è la vera risposta alla rassegnazione, all'indifferenza, al cinismo. Lo dobbiamo all'Italia. Lo dobbiamo anche a quegli italiani che hanno ancora una volta dimostrato di essere dei veri campioni di solidarietà e umanità.

Sandro Gozi

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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