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War room dell'Unione

16 luglio 2016Parole chiave: ,
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(articolo sulla Stampa del Sottosegretario Sandro Gozi)


Quella di Nizza non è stata solo l'ennesima strage, l'ennesima follia che ci incolla tutti ai teleschermi e sulla rete mentre monta la rabbia. È stato un attacco al cuore dell'Europa, ai suoi valori fondanti, al collante più profondo che ci tiene uniti: libertà, uguaglianza e fratellanza.

È stato così con Charlie Hebdo, poi con il Bataclan, attentati contro la libertà di stampa e poi la libertà di vivere, di divertirsi. E ora un attacco il 14 luglio, giorno fondamentale per la libertà nel mondo. Lo ha detto il mio amico e collega francese Harlem Desir e lo diciamo anche noi con forza. Lo abbiamo detto ieri a Palazzo Farnese, noi ministri per gli Affari europei di sette Governi socialisti della Ue quando abbiamo firmato il registro delle condoglianze in segno di vicinanza alla Francia.

E lo abbiamo ribadito qualche ora prima nella riunione straordinaria a Palazzo Chigi per tracciare una linea comune sulle priorità dell'Europa post Brexit. Non solo parole, ma fatti. Non tempi dilatati, ma scadenze certe. Sul tavolo sicurezza, gestione dei migranti, difesa delle frontiere esterne e potenziamento della polizia di frontiera, maggiori investimenti e nuove politiche per i giovani. Vogliamo accelerare in questa direzione perché al vertice dei leader di Bratislava vengano prese altre decisioni concrete per assicurare la sicurezza dei cittadini. La sicurezza interna ed esterna e la difesa dei nostri valori, della nostra cultura e della società libera europea sono la grande priorità.

È questa la principale risposta che come democratici e socialisti europei dobbiamo dare. La risposta alle 84 vittime innocenti di Nizza è che il terrorismo non vincerà. I nazisti islamici vogliono uccidere lo spirito europeo, ma non ci riusciranno perché noi saremo più forti e li sconfiggeremo. Perché noi sapremo riscoprirci europei.

Quella di ieri a Roma non è stata una tappa isolata, ma un ottimo punto di partenza. Italia, Francia, Germania, Svezia, Malta, Portogallo e Grecia vogliono camminare insieme seguendo una nuova road map della sinistra democratica per l'Europa. Prossima tappa una riunione ad Atene e una successiva a Parigi. Dobbiamo lavorare insieme per rispondere ai grandi problemi europei del nostro tempo. La Brexit ha segnato uno spartiacque storico. L'Europa non è e non sarà più la stessa. Per salvare l'Europa dobbiamo cambiarla, spezzando il circolo vizioso tra tecnocrazia e populismo.

Sta a noi. E noi democratici alla Brexit dobbiamo dare rapidamente risposte per i 27 stati che rimangono membri della nostra unione. Vogliamo agire come una squadra nelle istituzioni Ue combattendo la deriva del metodo opaco di decisioni tra tecnici e governi, di riunioni informali dietro le quinte: i leader indicano la strategia nei summit europei, i ministri in consiglio e gli eletti in parlamento decidono in modo trasparente e democratico. Dobbiamo costruire una
strategia europea transnazionale. I nostri valori sono gli stessi del 1789: libertà, eguaglianza, fratellanza. Quelli colpiti al cuore a Nizza. Noi sanguiniamo, versiamo lacrime ma, sappiamo rialzarci, andare avanti. Perché la forza è nella nostra unione.
Sandro Gozi

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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