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Il sottosegretario Gozi: "Bruxelles deve svegliarsi Si è già perso troppo tempo"

23 maggio 2016Parole chiave: , ,
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(intervista della Stampa al Sottosegretario Gozi)


«L'Europa svegliarsi. deve uscire dalla tentazione di trattare tutto come ordinaria amministrazione, rimandando a domani quel che deve affrontare oggi». A cercare di scuotere Bruxelles è il sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi. Decisivi per il risultato finale saranno i voti per corrispondenza, ma il dato già sicuro è che la metà degli austriaci ha votato per Hofer e il suo FpÖ.

Che segnale è per l'Europa?
«È l'ennesimo segnale di allarme per un'Europa che non deve perdere tempo. La crescita dei populismi è frutto della crisi economica e sociale, a cui l'Europa ha risposto con le ricette sbagliate dell'austerità, sommata alle timidezze e ai ritardi sulla crisi dei migranti. Ora finalmente stiamo cominciando a vedere proposte politiche più intelligenti, sull'economia come sui migranti: bisogna procedere spediti per essere alternativi ai populisti».

Che vanno fortissimo: in Austria, socialdemocratici e popolari non sono riusciti nemmeno ad arrivare al secondo turno...
«C'è una classe media impaurita, tra cui anche elettori di sinistra, che si è gettata tra le braccia dei populisti. Non bisogna demonizzare questi elettori, ma ascoltarli e passare al contrattacco, proponendo ricette nettamente diverse: se si pensa di proporre populismo in salsa democratica, gli
elettori preferiranno sempre il menù originale».

Pensa che il risultato austriaco possa essere indicativo anche dell'esito del referendum del mese prossimo sulla Brexit?
«Premesso che se la Gran Bretagna uscisse dall'Europa sarebbe negativo per noi e assolutamente disastroso per loro, io non credo che il risultato di Vienna influenzi il dibattito inglese, molto interno. Ma dopo quel referendum, credo che dovremo subito avviare una nuova fase politica di integrazione europea, anche in vista dei sessant'anni del Trattato di Roma, nel 2017».

Come giudica l'annuncio austriaco di mandare 80 agenti al Brennero: campagna elettorale o sfiducia verso l'Italia?
«Una delle conseguenze più gravi della crisi economica e dei migranti è la mancanza di fiducia reciproca in Europa. Ma gli stop and go austriaci sui controlli al Brennero sono gesticolazioni elettorali non giustificate dai dati reali. Non si può tenere in ostaggio una frontiera simbolica come il Brennero per tutta la campagna elettorale: anziché inseguire paure e fobie infondate, si propongano vere soluzioni comuni».

Come il Migration compact? Pensa che troverà l'approvazione di tutti?
«Il Migration compact va nella direzione giusta, proponendo uno scambio con l'Africa: politiche di investimento in cambio di aiuto nel governare il flusso dei migranti. Se nell'accordo con la Turchia abbiamo investito tre miliardi, che potrebbero diventare sei, io penso che per l'Africa servirebbe una cifra dieci volte superiore».

Sono molti soldi: è fiducioso che si trovi un accordo?
«È evidente che servono risorse, e ci sono varie idee su come reperirle: valutiamo tutte le possibilità e decidiamo. L'importante è agire rapidamente: l'Europa deve smetterla di arrivare sempre troppo tardi».
Francesca Schianchi

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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