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«Non vogliamo solo ricordare il passato ma rilanciare da qui i valori dell'Europa»

18 ottobre 2015Parole chiave: ,
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(intervista del Messaggero al Sottosegretario Gozi)


«A Roma nel 2017 non solo per celebrare il passato, ma per rilanciare i valori dei padri fondatori, perché l'Europa ritrovi la propria anima che ha perso come l'ha persa Roma. E perché anche Roma la ritrovi». Sandro Gozi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio per le politiche europee, spiega la decisione di celebrare nel 2017 i 60 anni dei Trattati di Roma. «Il rischio è che l'Europa possa diventare, come diceva Maurice Duverger, un corpo senz'anima con un destino molto scuro. Noi non vogliamo tornare a un neo-nazionalismo che spinge ed è rappresentato dall'Europa dei treni che si fermano in mezzo alla campagna, simboli di un continente che ha smarrito i valori e la direzione».

In concreto come dovrebbe avvenire questo rilancio?
«Attraverso un processo di riforma profonda delle politiche e istituzioni europee, lavorando alla governance europea insieme a tutti i nostri partner. Il 2017 sarà un anno decisivo per tutto quello che succederà: elezioni in Francia e Germania, e referendum nel Regno Unito. In concreto penso a una nuova politica economica per la crescita, penso all'Europa del digitale dell'energia, alla riforma delle istituzioni per governare meglio l'Unione. Vogliamo che tornì l'Europa della speranza che moltiplica le opportunità per i cittadini. Penso alla lotta alla disoccupazione, all'essere all'altezza delle proprie responsabilità in materia di immigrazione».

Svilupperete anche un progetto di comunicazione?
«Sì, per spiegare all'opinione pubblica italiana ed europea i motivi e la gioia dello stare insieme. La stessa espressione "unione politica" oggi spacca le nostre società. Io vengo da incontri a Parigi dove abbiamo deciso di lanciare nel 2016 il progetto di servizio civile europeo noi e i francesi, uno scambio di volontari italiani in Francia e francesi in Italia per integrare i rifugiati, per progetti di sviluppo sostenibile e per la valorizzazione locale del patrimonio culturale in uno spirito europeo. Col Regno Unito stiamo promuovendo un'iniziativa a favore delle imprese per l'Europa del digitale contro ogni barriera».

Roma è pronta per quest'evento?
«Roma Capitale sarà protagonista positiva di una grande mobilitazione e di un dibattito europeo e nazionale attorno al tema di quale futuro costruire insieme come romani, italiani e europei. Una grande opportunità».

L'Unione accetterà la flessibilità, avallando le coperture della manovra?
«Noi siamo fiduciosi: il progetto di legge di stabilità è solido, rafforza la strategia di crescita. Si comincia a restituire anche il debito, questo è in linea coi nuovi obiettivi che l'Europa si è data in tema di controllo dei conti pubblici, lotta al debito pubblico e crescita. Fondamentale la nuova politica degli investimenti. La Commissione dovrà fare il suo lavoro per il cofinanziamento dei progetti europei. E la gestione dell'immigrazione ha le dimensioni per far scattare la clausola di eccezionalità. In questo modo otterremmo lo 0.2 per cento in più di margine».
M.Ven.

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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