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«Abbiamo ottenuto la redistribuzione ma l'Europa non può accogliere tutti»

28 agosto 2015Parole chiave: , , ,
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(Intervista del Messaggero al Sottosegretario Gozi)


Respingere i migranti economici illegali e accogliere i rifugiati politici. Cambiare le regole di Dublino definendo lo "status europeo del rifugiato", automaticamente riconosciuto da tutti i Paesi dell'Unione. E, soprattutto, non innalzare muri. Il sottosegretario alle politiche europee Sandro Gozi si dice soddisfatto che «la Germania e altri Paesi arrivino adesso a capire quello che noi diciamo da un anno e mezzo: gli accordi di Dublino sono obsoleti, inadeguati, l'emergenza immigrazione è un problema europeo che solo con politiche europee può essere risolto. Bene che le nostre idee abbiano convinto Angela Merkel, la Commissione Europa e altri Paesi ad affrontare la realtà. Ma guardando ai Balcani e all'Europa orientale, la soluzione non può essere quella di erigere muri, ma di accogliere tutti i rifugiati che fuggono dai nazisti dello Stato Islamico».

E gli altri? I migranti economici illegali?
«Dobbiamo gestirne i flussi e chiudere le porte ai migranti economici che non abbiamo la capacità di accogliere. Superare ipocrisie e contraddizioni per cui siamo indignati e sconvolti quando decine di migranti muoiono in un Tiro i terroristi islamici tagliano le teste ai cristiani e stuprano le bambine, ma siamo infastiditi come europei dai problemi che ci creano quelli che scappano dall'Isis, che dovremmo riconoscere come nostri fratelli».

Sta davvero crescendo in Europa un nuovo estremismo razzista?
«È importante la reazione della Merkel contro i neonazisti. L'Europa è nata per abbattere i muri e dire "mai più" a nazisti, estremisti e razzisti. L'odio del passato verso ebrei e rom che portò l'Europa al disastro oggi è rivolto contro rifugiati e rom. Abbiamo tutti al nostro interno i nostri estremisti. Se mettiamo in discussione Schengen e la libera circolazione delle persone facciamo un grosso danno all'Europa rinata dopo Auschwitz. Non dobbiamo, per paura degli estremisti, proporre soluzioni poco meno estreme delle loro: le idee dei populisti alla Salvini sono molto semplici quanto stupide. Nel 2011 la ripartizione dei richiedenti asilo fu rifiutata a Maroni per la sua mancanza di credibilità. Grazie a noi, invece, l'Europa sta cominciando a farla».

Ma se le navi dei Paesi europei salvano i migranti e li portano tutti nei nostri porti, non è peggio per noi?
«L'unico risultato dei respingimenti alla Maroni è stata la vergogna della condanna dell'Italia davanti alla Corte europea di Strasburgo. Oggi c'è un Mare Nostrum europeo e l'ammiraglio Credendino, capo della missione, vorrebbe passare alla fase 2 controllando le imbarcazioni sospette nelle acque internazionali. Italia e Grecia hanno chiesto un aumento di oltre 200 milioni di euro per creare i nuovi centri di identificazione europea. Siamo pronti a Lampedusa, a Pozzallo, da settembre negli altri centri. Ma la capacità di identificazione sarà implementata solo in parallelo con la nuova consapevolezza europea nella redistribuzione dei profughi».

Come distinguere i clandestini economici dai rifugiati?
«Solo gli estremisti e i populisti alla Salvini mescolano le due cose. I siriani o la popolazione del Corno d'Africa scappano evidentemente da persecuzioni e guerre. È vergognoso negare l'accoglienza ai rifugiati politici, quando la Turchia da sola accoglie un milione di siriani. Ma i migranti economici illegali vanno rimandati nei Paesi d'origine, mentre la media europea dei rimpatri è sotto il 40 per cento».

Il leghista Calderoli dice che i morti pesano sulla coscienza dei buonisti...
«Errori sono stati fatti. Chi viene qui ha diritti ma anche doveri, lo dico ai buonisti a tutti i costi: conoscenza della lingua italiana, libertà individuale e religiosa, eguaglianza di uomini e donne. Ma l'Europa ha bisogno di 40 milioni di immigrati entro il 2050 se vuol mantenere il sistema di welfare. Calderoli, come Salvini, è nella categoria degli inventori di paure e spacciatori di demagogia a buon mercato: specula sulle tragedie sapendo che la politica dell'immigrazione della Lega ha clamorosamente fallito».
Marco Ventura

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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