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UE, Brevetti: Gozi, avviato processo revisione posizione italiana

13 maggio 2015Parole chiave: , ,
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13 maggio 2105%3A riunione CiaeIl Comitato interministeriale per gli Affari Europei (CIAE), presieduto dal Sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi,  ha avviato oggi un processo di revisione della posizione italiana sul 'Pacchetto Brevetti'.

Oggetto della discussione i regolamenti UE che disciplinano il brevetto europeo unitario e la ratifica dell'Accordo istitutivo del Tribunale Unificato dei Brevetti (Tub) già sottoscritto dal nostro Paese.

“L'impegno assunto nella riunione odierna del CIAE - ha commentato il Sottosegretario Gozi al termine della riunione - ha avviato un processo che è orientato al superamento dell'impasse in cui si trova attualmente il nostro Paese: siamo infatti gli unici nell'UE ad aver sottoscritto l'accordo sulla giurisdizione senza però accettare l'istituto giuridico, il brevetto unitario, che quella giurisdizione è chiamata ad applicare. Ovviamente, verrà presentato al Parlamento uno screening approfondito della situazione, poiché c'è la piena consapevolezza delle implicazioni che questa scelta potrebbe avere per il sistema produttivo italiano".

Il 'Pacchetto Brevetti' si compone di 2 pilastri:

  • Il Brevetto unitario a livello europeo che supera il modello tradizionale dell'Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) fondato sulla Convenzione di Monaco. Il nuovo sistema si basa su due Regolamenti europei (n. 1257/12 e n. 1260/12) approvati in cooperazione rafforzata il 17 dicembre 2012, contenenti, rispettivamente, la disciplina sostanziale e quella procedurale del brevetto a effetto unitario. Italia, insieme con la Spagna, non ha partecipato alla cooperazione rafforzata.
  • Il Tribunale unificato Brevetti, un sistema giurisdizionale unitario in materia di brevetti che si basa sull'Accordo internazionale per l'istituzione del Tribunale Unificato dei Brevetti sottoscritto il 19 febbraio 2013.

Grazie al nuovo 'Pacchetto Brevetti' si intende ottenere una protezione semplificata delle invenzioni su tutto il territorio europeo grazie ad una procedura unica, la riduzione sostanziale dei costi da sostenere per ottenere un brevetto (soprattutto i costi connessi alla traduzione e al deposito) e una maggiore sicurezza giuridica grazie ad un sistema unico e centralizzato per la composizione dei contenziosi presso una Corte unitaria del brevetto.

Uno studio della Commissione europea afferma che le imprese europee spendono dai 180 ai 250 milioni di euro ogni anno per tutelare le invenzioni industriali in Europa (tra traduzioni, spese legali ecc.) e già il Rapporto Monti del 2010 identificava nella mancanza di un accordo sul brevetto unitario europeo uno dei principali ostacoli al buon funzionamento del mercato unico.

"Si tratta di questioni che hanno un impatto diretto sulla competitività del nostro sistema produttivo e della ricerca. Per un Paese che rappresenta una delle più forti economie europee - ha concluso Gozi - ai primi posti tra i detentori di brevetti in Europa, è importante essere arrivati oggi ad una posizione unitaria".

Dipartimento Politiche Europee

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