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Riconoscimenti professionali, caso di una ostetrica italiana in Irlanda

18 dicembre 2014Parole chiave: , ,
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La libera circolazione dei lavoratori nell'UE incontra ancora qualche ostacolo burocratico. Ad aiutare i cittadini, i 'punti di contatto' che riescono a superare incomprensioni e barriere che nascono, spesso anche involontariamente, tra le autorità nazionali.

Come nel caso di Cristina, una laurea in ostetricia in Italia e poi subito all'estero per cercare lavoro. Destinazione: Dublino. Prima però, come ci racconta il padre Raffaele, "abbiamo chiesto al Ministero della Salute tutte le certificazioni necessarie per poter esercitare la professione. Mi è stato inviata con un plico la documentazione e senza neppure aprire la busta, ho inviato con un corriere tutto a mia figlia che ricevuto il plico lo ha subito consegnato all'autorità irlandese".

Il Nursing and Midwifery Board of Ireland, l'ente irlandese responsabile, ha verificato i documenti, li ha trovati corretti ma ha sollevato una questione procedurale. "Hanno spiegato a Cristina che i certificati avrebbero dovuto riceverli direttamente dall'autorità competente italiana, non da noi. Da quel momento – confessa il sig. Raffaele - è iniziata una storia incredibile".

Cosa è successo? “Abbiamo chiesto al Ministero della Salute di inviare questa volta loro direttamente la documentazione a Dublino”. Per accelerare i tempi, l’amministrazione italiana ha usato la posta elettronica certificata. Tutto risolto? Nient’affatto. Il Board irlandese, a quel punto, ha sollevato una nuova questione: l’autorità competente per loro è l’ordine professionale, non il Ministero della Salute.

Insomma, una procedura apparentemente banale è sembrata diventare una montagna invalicabile. “Dietro consiglio del Ministero della Salute - ricorda il sig. Raffaele - ci siamo rivolti al Dipartimento Politiche Europee”. Dove si sono attivate ben tre strutture: il Solvit, l'IMI e il Punto di contatto per i riconoscimenti professionali. "Il loro intervento è stato decisivo - racconta oggi il sig. Federico – le autorità irlandesi sollevavano mille cavilli burocratici nonostante il Ministero della Salute avesse provveduto a inviare di nuovo i certificati richiesti”.

Il Punto di contatto e l'IMI (il sistema di scambio di informazioni tra autorità nazionali) hanno subito chiarito l'equivoco sull'autorità competente italiana. Infatti, il decreto legislativo 206/2007 che recepisce in Italia la direttiva 2005/36 stabilisce all'articolo 5 che l'autorità competente per le professioni sanitarie nel nostro Paese è il Ministero della Salute. Peraltro, nel data base delle professioni regolamentate consultabile online sul sito dell'Unione Europea, tra le informazioni disponibili, è chiaramente indicata l'autorità competente che - per la professione di ostetrica in Italia - è il Ministero della Salute.  

Un chiarimento conclusosi positivamente, nel giro di due giorni – raccontano gli operatori delle strutture di servizio del Dipartimento – il Board di Dublino ha sciolto ogni dubbio e ha dato il via libera al riconoscimento anche in Irlanda della qualifica di ostetrica alla giovane Cristina.

"Ecco l'agognato pin number rilasciato dall'Ordine delle Ostetriche dell'Irlanda", ha scritto con un senso di liberazione il sig. Raffaele pochi giorni dopo la conclusione di questa vicenda. "E' stata una lunga e dura battaglia e spero che raccontando questo nostro caso, altri giovani italiani possano evitare le tante settimane di fatica e di stress che abbiamo dovuto provare".

Dipartimento Politiche Europee

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