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Relazione COLAF 2013

8 ottobre 2014Parole chiave:
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E' stata trasmessa al Parlamento italiano la Relazione annuale del Comitato nazionale per la repressione delle frodi nei confronti dell'Unione Europea (COLAF), istituito presso il Dipartimento Politiche Europee e supportato una Segreteria tecnica composta da personale che si avvale del Nucleo antifrode della Guardia di Finanza. E' la prima volta che la relazione del COLAF viene trasmessa a Camera e Senato da quando è in vigore la Legge 24 dicembre 2012, n. 234.

La relazione presenta le attività del COLAF, l'analisi statistica dei casi di irregolarità e frode, i contributi delle amministrazioni italiane che partecipano al Comitato. L'attività di contrasto alle frodi e alle altre forme di illegalità, costituisce una priorità per la Commissione europea soprattutto in una complessa fase di riforme strutturali per la crescita.

Gli effetti negativi delle frodi, ricorda la Relazione, si traducono in una mancata realizzazione degli obiettivi di crescita e occupazione, nella perdita finanziaria per lo Stato membro in caso di mancato recupero e nell'alimentazione dei flussi dell'economia illegale.

Per questo motivo, il governo italiano ha adottato misure rigorose di contrasto, tradotte in azioni concrete di rafforzamento dei controlli, recupero delle somme e monitoraggio dei risultati.

I risultati di queste azioni sono rappresentate da alcuni dati. Nel 2013, sono state 465 le irregolarità riscontrate per un impatto finanziario pari a 34mln di euro; mentre sono state 280 le frodi, per un impatto finanziario di 56,7mln di euro.

Colaf%2C irregolarità UE 2013 
 Colaf%2C frodi UE 2013

E' bene ricordare che per irregolarità si intende "qualsiasi violazione di una disposizione del diritto comunitario derivante da un'azione o un'omissione di un operatore economico che abbia o possa avere come conseguenza un pregiudizio al bilancio generale delle Comunità o ai bilanci da queste gestite, attraverso la diminuzione o la soppressione di entrate provenienti da risorse proprie percepite direttamente per conto delle Comunità, ovvero una spesa indebita". Mentre la frode è "una irregolarità qualificata da elementi quali la volontà dell'azione o dell'omissione e dalle sue modalità di esecuzione".

Come è facilmente rilevabile dai dati statistici e dalla loro comparazione con altri Paesi UE, l'Italia ha sviluppato un elevato livello di tutela e il rilevante numero di casi di irregolarità e frode scoperti è frutto del particolare sistema normativo ed organizzativo di contrasto e, quindi, dell'alta capacità delle competenti amministrazioni nazionali e locali di scoprire i fenomeni di indebita captazione di risorse pubbliche. 

A conferma di ciò, vi sono i numerosi apprezzamenti ricevuti dal vertice dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) che ha più volte elogiato l'Italia quale vero e proprio modello di riferimento, in ambito europeo, nell'azione di contrasto alle frodi che ledono gli interessi finanziari dell'UE.

In sostanza, un alto numero di irregolarità riscontrate va anche letto in termini 'positivi', ovvero di buona performance dello Stato membro, nella lotta antifrode. Per contro, casi di totale assenza di irregolarità come spesso accaduto potrebbero invece celare una inefficienza dei sistemi antifrode di un Paese anche perché appare ragionevole assumere una, perlomeno fisiologica, presenza di irregolarità e frodi nei sistemi di elargizione di provvidenze europee.

Per questo motivo, la Commissione europea ha elaborato un nuovo indice denominato Fraud detection rate (Fdr) quale rapporto percentuale tra il numero delle irregolarità/frodi scoperte ed il totale dei pagamenti effettuati dal singolo Stato membro. Tale indice, applicato alla Politica agricola comune, vede l'Italia al terzo posto, meglio di Francia e Germania che hanno risorse di un ammontare comparabile ma sistemi di controllo capaci di produrre risultati in termini di irregolarità ben inferiori.

Stati Membri Fdr 2013 
Malta 0,74
Olanda 0,63 
Italia 0,62 
Lussemburgo                 0,57 
Estonia0,55 

 

Resta comunque, rileva la Relazione, la necessità di sviluppare una sempre più efficace e rapida attività di recupero delle somme indebitamente percepite dai beneficiari e di intercettare tali fenomeni sul nascere, per limitarne al massimo il loro impatto.

Relazione COLAF 2013 [.pdf - 5,29 Mbyte]


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(ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2014)
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