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«Il nostro sistema è un modello per gli altri»

6 ottobre 2014Parole chiave:
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(intervista del Sole 24 Ore al Sottosegretario Gozi)


«Il numero elevato di segnalazioni di frode in Italia? È il risultato di un sistema diligente ed efficace di contrasto, che è stato riconosciuto ufficialmente anche dalla Commissione Ue e dall'Europarlamento». A parlare è Sandro Gozi, sottosegretario agli Affari europei, che presiede il Colaf, il Comitato nazionale per la repressione delle frodi nei confronti della Ue. «I dati comunicati a Bruxelles sono frutto di metodologie e sistemi nazionali molto diversi tra loro. Questo rende difficile la comparabilità».

Su quali capisaldi poggia la strategia di contrasto italiana?
"Il fulcro della nostra strategia è il Colaf, pienamente operativo dal 2007, che coordina tutte le autorità coinvolte nella repressione delle frodi. L'esperienza italiana ha fatto scuola: il regolamento del settembre 2013 prevede che tutti gli Stati membri designino un servizio di coordinamento antifrode. Finora si sono già adeguati in 23."

Oltre ai punti di forza ci sono aspetti più critici che si possono migliorare?
"Le frodi restano un'emergenza, in Italia come in Europa. Soprattutto in tempo di crisi non possiamo permetterci di disperdere nemmeno un euro di risorse comunitarie a causa di comportamenti illeciti. Una priorità di questo governo è agire sulla prevenzione. Dobbiamo migliorare la nostra capacità di intercettare comportamenti illeciti sul nascere. Chi commette frodi al bilancio Ue conosce bene le procedure e si inserisce nelle loro pieghe utilizzando spesso modalità che si ripetono. Per questo stiamo lavorando per istituire attraverso il supporto degli strumenti informatici una banca dati delle casistiche più frequenti da mettere a disposizione di tutti gli attori impegnati nel contrasto."

C'è un Paese a cui guardate come esempio da seguire?
"In realtà questa volta l'Italia, grazie all'esperienza maturata negli anni, può insegnare agli altri. Lo dimostra il fatto che Bulgaria, Polonia, Lettonia, ma anche Danimarca e Lussemburgo, ci hanno chiesto di sviluppare un partenariato per esportare il nostro sistema di lotta alle frodi."

Il contrasto alle frodi è uno dei temi nell'agenda del semestre italiano della Ue. Come vi state muovendo?
"L'obiettivo è adottare un regolamento sulla mutua assistenza amministrativa nel settore dei fondi strutturali, che è il più colpito su modello di un'esperienza già esistente nell'ambito della Politica agricola comune e delle entrate doganali. Abbiamo promosso un dibattito all'interno del Gruppo antifrode del Consiglio Ue e contiamo di aprire presto il negoziato politico per l'adozione di un regolamento in materia. Assistenza e coordinamento sono due aspetti fondamentali della strategia europea che vogliamo promuovere.
di Chiara Bussi

Dipartimento Politiche Europee

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