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La Promessa dell'UE, indagine di Eurobarometro

12 settembre 2014Parole chiave: ,
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Eurobarometro ha realizzato in occasione dell'evento 'The Promise of th EU' uno studio qualitativo per comprendere in che modo le persone percepiscano l'UE e che cosa essa rappresenti per loro, soprattutto alla luce della crisi economica e finanziaria.

Lo studio è stato condotto da per conto della Commissione europeanel periodo compreso tra il 30 giugno e l'11 luglio 2014 in sei Stati membri dell'UE: Italia, Germania, Danimarca, Portogallo, Finlandia e Polonia. Questi Paesi sono stati selezionati a rappresentanza di diverse fasi dello sviluppo dell'UE e per garantire un adeguato equilibrio geografico.


Indagine di Eurobarometro:
versione in italiano [.pdf - 92,1 Kbyte]
versione in inglese [.pdf - 139 Kbyte]

Eurobarometro, le risposte dei cittadini europei

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Risultati nazionali: Italia 

Per molti degli intervistati in Italia, l'UE significa sicurezza finanziaria, tutela dei valori umani e pensare oltre i confini nazionali. Gli euroscettici, al contrario, sono stati più inclini a vedere l'UE come una raccolta frammentaria di culture, economie e lingue disparate. In generale, l'identità europea è considerata come un'entità che si sta ancora sviluppando e che, nonostante non sia ancora percepita su larga scala, diverrà automatica per le generazioni future.

L'Italia è stato l'unico Paese in cui gli intervistati si sono rivelati generalmente a favore di un esercito UE, principalmente per ridurre la spesa nazionale per la difesa. Una maggiore cooperazione in materia di sicurezza è stata comunque ampiamente auspicata in tutti i Paesi.

Le opportunità sorte dalla libertà di circolazione e di commercio sono state smorzate dagli aspetti più negativi di quella che è considerata come una politica monetaria inflessibile, non favorevole all'Italia e che ha avuto un impatto diretto sulla qualità di vita nel Paese. In generale, i partecipanti in Italia hanno espresso il desiderio di vedere un'Europa più flessibile in futuro, specialmente per quanto riguarda la politica monetaria. Tuttavia nessun intervistato ha detto di voler lasciare l'eurozona, una scelta dettata da motivazioni differenti a seconda dell'attitudine nei confronti dell'UE: i neutrali e i pro-UE vedono nella permanenza in Europa un'opportunità per il futuro, mentre gli euroscettici ritengono sia ormai impossibile uscire dall'eurozona.

L'ambiente economico nei diversi Paesi dell'UE è stato ritenuto una sfida fondamentale per il futuro dell'Europa. Nonostante l'obiettivo iniziale fosse il rafforzamento dei legami economici, i partecipanti hanno avuto l'impressione che il divario economico tra i diversi Stati membri dell'UE si stia allargando sempre più e che queste disuguaglianze stiano impedendo all'UE di raggiungere il proprio potenziale in quanto unione fondata su una reale parità.

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