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«Ora rischiamo sanzioni europee, possibile un decreto»

13 giugno 2014Parole chiave: ,
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(intervista all'Unità del Sottosegretario Sandro Gozi) 
 

Un'iniziativa straordinaria che eviti sanzioni che potrebbero ricadere sull'Italia per via dei tempi lunghi del dibattito parlamentare sulla legge europea, prevedibili dopo l'introduzione «strumentale» dell'emendamento Pini sulla responsabilità civile dei magistrati. Secondo Sandro Gozi, sottosegretario con delega agli Affari europei, «per evitare sanzioni pecuniarie nei confronti dell'Italia» serve «uno sforzo straordinario di governo e Parlamento».

Onorevole Gozi come spiega il voto che ha messo in difficoltà l'esecutivo?
«Alla Camera è accaduto un fatto molto grave. Rispetto all'obiettivo di ridurre le infrazioni, cioè l'illegalità europea dell'Italia, si rischia di mettere a repentaglio un processo che il governo riteneva dovesse essere il più possibile rapido e per il quale era stata raggiunta un'intesa anche al Senato».

Qual era l'oggetto del voto?
«Votavamo due provvedimenti. La legge di delegazione europea, che è passata e con la quale si recepiscono le direttive Ue da adottare in Italia. Il pacchetto comprendeva anche un altro provvedimento, la legge europea. Un nuovo strumento per far fronte al gravissimo problema delle infrazioni che ci pone come maglia nera in Europa. Il governo Renzi ha ereditato una situazione compromessa che abbiamo cercato di affrontare prioritariamente, anche perché il 2014 è l'anno del semestre di presidenza italiana».

Infrazioni significa multe salate comminate dall'Unione europea...
«Le infrazioni ci costano moltissimo sia in termini di credibilità che economici. Con le sentenze di condanna, infatti, arrivano sanzioni pecuniarie di svariate centinaia di milioni. Il Comitato interministeriale che ho presieduto su incarico di Renzi ha discusso delle priorità del semestre europeo e dell'importanza di ridurre in maniera drastica e celere il numero delle infrazioni».

Poi il "trappolone" alla Camera, come lo ha definito Renzi da Pechino...
«Per rispondere alle sentenze di condanna della Corte di giustizia, il governo ha presentato nella legge europea l'articolo 26 sulla responsabilità civile dei magistrati. Fin da maggio però era stato depositato l'emendamento Pini che va molto oltre quanto sarebbe necessario per adeguarci alla sentenza di condanna nei confronti dell'Italia che risale al 2011»

La Camera lo ha approvato e si è parlato di intervento punitivo nei confronti dei magistrati mentre vengono alla luce inchieste delicate...
«L'emendamento Pini non ha nulla a che fare con la necessità di rispondere alla Corte di giustizia e rappresenta una gravissima strumentalizzazione della legge europea. La questione della responsabilità civile dei giudici va affrontata e risolta in altre sedi e nel contesto di una riforma complessiva della giustizia. Io stesso ho presentato da parlamentare una proposta di legge per affrontare il tema, ma non mi verrebbe mai in mente di prendere in ostaggio la legge europea per raggiungere il mio obiettivo...»

Anche settori della maggioranza e del Pd, però, hanno votato l'emendamento della Lega. L'onorevole Giachetti ha espresso apertamente le proprie intenzioni di voto...
«Giachetti è l'unico che ha espresso apertamente il suo dissenso. Chi nel segreto del voto ha voluto mettere gli interessi particolari odi fazione davanti a quelli del Paese oggi rende molto più difficile il lavoro necessario per disinnescare la bomba europea delle infrazioni e delle sanzioni pecuniarie. Questo comunque non è il momento delle recriminazioni ma delle soluzioni..»

Come intende agire il governo?
«Dobbiamo evitare di mandare in fumo il lavoro degli ultimi tre mesi. Lavoriamo perché il Senato vari rapidamente la legge di delegazione europea approvata l'altro ieri. E se, a causa dell'emendamento Pini sulla legge europea 2013 bis, i tempi che si prevedono in Senato saranno molto più lunghi di quelli che immaginavamo dovremo considerare la possibilità di un decreto salva-infrazioni per i casi più gravi e per evitare pesanti conseguenze pecuniarie contro l'Italia».

C'è chi rileva che il "rimedieremo" di Renzi costituisce una conferma della funzione indispensabile del Senato...
«Respingo al mittente il tentativo di strumentalizzare la sottovalutazione grave registrata alla Camera per giustificare un bicameralismo che va superato. La riforma del Senato proposta dal governo è giustissima è non può essere attaccata strumentalizzando ancora una volta la legge europea».

Dipartimento Politiche Europee

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