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Nella nuova pagella il divario scenderà intorno all'1%

22 ottobre 2012Parole chiave: ,
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ARTICOLO DE IL SOLE 24 ORE


Secondo i dati che verranno trasmessi a Bruxelles a fine mese, le norme da convertire scendono a 14

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Nella prossima pagella della Commissione UE prevista per febbraio l'Italia - assicurano dal Dipartimento per le Politiche europee - tornerà trai Paesi virtuosi con un deficit di recepimento intorno all'1%, in linea con gli obiettivi concordati tra i Paesi membri Con 14 direttive in ritardo sulla tabella di marcia rispetto alle 33 nella precedente rilevazione, su cui i lavori di recepimento sono già iniziati. Vietato però abbassare la guardia, perché c'è il rischio di un nuovo passo indietro nella prossima rilevazione dell'autunno 2013 dovuto ai rallentamenti nell'iterdi approvazione della legge comunitaria 2011.

Come si spiegano queste differenze? Il segnapunti di ottobre fotografa una situazione con il fermo immagine ad aprile che scontava il ritardo nell'approvazione della legge comunitaria 2010 avvenuta a fine novembre 2011, ma pubblicata in Gazzetta Ufficiale solo a gennaio, con inevitabili conseguenze sul recepimento delle direttive in essa contenute. I nuovi dati che il Governo trasmetterà a Bruxelles entro la fine del mese evidenzieranno i progressi compiuti.

Tra le 14 direttive che mancano ora all'appello la più datata risale al 2009 ed è uno dei cinque esempi citati dalla Commissione UE: il provvedimento che perfeziona ed estende il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione di gas serra. La normativa prevedeva due termini di recepimento: il primo è scaduto a fine 2012 ed è stato rispettato dall'Italia, mentre il secondo scadrà il 31 dicembre. Attualmente è in corso di predisposizione il decreto legislativo di recepimento, sulla base della delega contenuta nella legge comunitaria 2009. La misura dovrebbe approdare per l'approvazione preliminare al Consiglio dei ministri entro fine mese. Successivamente sarà poi trasmessa alla Conferenza Stato- Regioni e alle Camere per l'espressione del parere. Seguiranno poi l'ok definitivo del Consiglio dei ministri, la firma del Capo dello Stato e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

È invece scaduto il 5 dicembre del 2010 il termine per recepire la direttiva del 2009 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, che modifica due provvedimenti del 2001 e 2003. Bruxelles sta valutando se l'Italia si è messa in regola. Non è poi ancora stata trasposta nell'ordinamento nazionale la direttiva del 2010, scaduta il 10 giugno scorso, sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili.

Sette provvedimenti sono invece già stati inseriti nella cornice della legge comunitaria 2011. Tra questi la direttiva del 2010 sul codice comunitario per i medicinali per uso umano e quella, approvata nello stesso anno, sulla parità di trattamento tra uomini e donne che esercitano un'attività autonoma. Due di essi - la direttiva del 2010 sul quadro generale per la diffusione di sistemi di trasporto intelligenti nel settore stradale e nelle interfacce con altri modi di trasporto e quella, sempre dei 2010, sulle formalità di dichiarazione delle navi in arrivo o in partenza da porti degli Stati membri - sono state poi inserite nel Decreto sviluppo.

Le preoccupazioni sono legate proprio al lento iter parlamentare della legge comunitaria 2011, in stallo al Senato a causa della norma sulla responsabilità civile dei magistrati. Un ritardo nell'approvazione potrebbe causare una nuova impasse che verrebbe certificata nella pagella dell'ottobre 2013. A superare questi ostacoli in futuro punta il disegno di legge del 2011 sulla riforma della legge Buttiglione, già approvato dalla Camera e ora al Senato, che separa la sorte del recepimento delle direttive dalle altre misure di adeguamento al diritto dell'Unione.
di Chiara Bussi

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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