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Più Italia in Europa, più Europa in Italia

24 febbraio 2012Parole chiave: , ,
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Il rapporto "Governo Monti: attività dei primi 100 giorni" fa il punto sull'azione del governo a tre mesi dall'insediamento. Pubblichiamo l'estratto "Più Italia in Europa, più Europa in Italia" dedicato agli impegni del governo italiano con l'Europa.


Leggi il rapporto integrale [.pdf - 975 Kbyte]


Il Governo in questi primi 100 giorni ha messo il massimo sforzo per dare attuazione agli impegni con l'Europa. Tra questi, in particolare il raggiungimento del pareggio già nel 2013 come da impegni presi dal precedente esecutivo. Il governo inoltre sta mettendo in atto un ampio piano di riforme strutturali, a partire dal mercato del lavoro. Una strategia che mira a trasformare l'Italia da paese in emergenza a modello per uscire dalla crisi dell'eurozona.

Per raggiungere questo obiettivo il governo sta lavorando, a stretto contatto con l'Europa, nella consapevolezza che le misure che ci sono state richieste servono all'Italia per ricominciare a crescere, soprattutto nell'interesse dei cittadini italiani.

Il Consiglio europeo del 30-31 gennaio ha trovato l'accordo sul fiscal compact, che assicurerà la stabilità finanziaria e il risanamento di bilancio. Il Governo si è adoperato con forza affinché l'agenda futura dell'Unione sia incentrata sulla crescita strutturale e la creazione di nuova occupazione. Ad esempio, il governo sostiene che gli stability bonds possano costituire un volano per la crescita sostenibile e favorire una maggiore integrazione dei mercati finanziari nei confronti dei bilanci pubblici.

Il governo italiano sostiene che la strada maestra è rafforzare l'unione economica. Il mercato unico è il corpo, e per certi aspetti l'anima, dell'integrazione europea e pertanto occorre assicurarne piena attuazione, anche attraverso il rafforzamento delle procedure di verifica per il rispetto della conformità. Ciò senza dimenticare tutti gli altri strumenti che esistono a livello comunitario per promuovere la competitività.

In quest'ottica l'obiettivo del governo è di contribuire sempre di più a determinare gli orientamenti politici ed economici dell'Unione Europea, non limitandosi a recepirli in modo passivo. Il governo vuole, in ultima analisi, determinare sempre di più questi orientamenti e giocare il ruolo che naturalmente spetta a un grande paese fondatore dell'Unione e ad una delle più grandi economie dell’eurozona.

È su questa linea di indirizzo che va inquadrata la lettera per la crescita, promossa dal governo il 20 febbraio e che ha coinvolto altri 11 partner dell'Unione Europea. Per questo l'Italia lavorerà per aprire il settore dei servizi che oggi rappresenta i quattro quinti dell’economia europea. Si impegnerà per creare, entro il 2015, un mercato unico digitale e contribuirà alla creazione di un mercato interno nel settore dell'energia. Così come il governo conferisce priorità alla necessità di creare un'Area per la Ricerca, aiutando le start-up che puntano sulle nuove tecnologie.

L'Italia è favorevole a dare un'ulteriore spinta politica all'approfondimento dell'integrazione economica con gli Stati Uniti, prendendo in esame tutte le opzioni compresa quella di un accordo di libero scambio. Così come è utile aumentare le relazioni commerciali e gli investimenti con la Russia, a seguito del suo ingresso nel WTO; contestualmente è necessario avviare una valutazione strategica dei nostri rapporti commerciali e degli investimenti con la Cina con l'impegno di realizzare scambi basati sulle regole condivise. Tutto questo nella cornice più ampia dell'Agenda di Sviluppo di Doha lanciata nel 2001 che potrebbe rappresentare un elemento fondamentale per la crescita e la liberalizzazione dei commerci mondiali.

L'euro è stato il perfezionamento più ambizioso finora della costruzione europea, il governo si sta impegnando perché non diventi un fattore di disgregazione e separazione tra europei. Questo rischio c'è ed è ben visibile se si pensa alle situazioni di crisi che hanno colpito l'eurozona, ma l'Italia è impegnata per il recupero di uno spirito comunitario e di appartenenza ad un unico progetto.

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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