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"Le sanzioni UE sarebbero salatissime. Occorre subito un piano condiviso"

6 ottobre 2011Parole chiave: ,
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Intervista al Mattino


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«Non possiamo permetterci di essere condannati. Le sanzioni sarebbero salatissime», avverte Anna Maria Bernini Ministro per le Politiche Europee a cui spetta, ora, fronteggiare la richiesta di messa in mora della UE contro l'Italia per i rifiuti campani. «Non abbiamo alternative ma ce la faremo - aggiunge - e per giovedì prossimo è pronto un tavolo tecnico qui a Roma con Caldoro, de Magistris e Cesaro. Poi tutti in Europa».

Ministro Bernini la UE, stavolta, è decisa ad usare il pugno duro con l'Italia.
«Prima di tutto spieghiamo bene i problemi. Nel 2010 l'Italia viene condannata dalla Corte di Giustizia per inefficacia della gestione del ciclo dei rifiuti campano. A questo punto la Regione si attiva e predispone un piano dei rifiuti e nel frattempo a maggio, nel periodo elettorale, ci ritroviamo in crisi di raccolta. Poi le cose iniziano a migliorare e lo comunichiamo per iscritto il 20 settembre scorso».

Ma dopo 9 giorni ecco partire la procedura d'infrazione.
«Appunto. La lettera di messa in mora è intempestiva, tiene conto solo in parte conto delle considerazioni fatte da noi e si basa anche sulla suggestione delle immagini di Napoli invasa dai rifiuti che hanno fatto il giro del mondo».

Ora c'è una deadline tra meno di 60 giorni. Come se ne esce?
«Dobbiamo lavorare tutti insieme senza strumentalizzazioni o pregiudizi politici per dare alla Commissione UE soluzioni tecniche concrete, sostenibili e rassicuranti. La commissione vuole garanzie che il piano venga attuato in tempi certi e tutti gli enti locali debbono sentirsi impegnati a produrre un risultato compatibile con il diritto dell'UE».

Non è certo facile: c'è il governatore che vuole un termovalorizzatore ma non il sindaco. E pure sulle ecoballe c'è opinione diversa. Come metterli d'accordo?
«Questa è la sfida del tavolo di cui ho parlato con gli enti locali interessati. Discuteremo senza preconcetti e ascolteremo le proposte di tutti. Ma chi siede al tavolo deve essere consapevole che la decisione finale impatterà non solo sui cittadini campani ma sull'intero Paese. La questione rifiuti non è una bega campana ma una grande questione nazionale. Nei giorni scorsi ho telefonato a Caldoro e de Magistris e da entrambi ho trovato molta disponibilità».

Ma nel caso non si trovi un accordo sono previste multe salatissime.
«Sono ottimista sull'esito del tavolo tanto che mi sono già impegnata a portare in Europa una delegazione con il risultato finale. Il confronto ci sarà il 13 e dobbiamo trovare soluzioni in tempi brevi ma è chiaro come l'Unione Europea sa bene che non possiamo cambiare il corso delle cose in pochi giorni. La UE comunque non boccia il piano ma ci chiede di intervenire su alcuni punti tecnici e farlo partire tempestivamente».

Per prima cosa ci sarebbe un blocco di finanziamenti per 145 milioni di euro, cifra su cui si conta per aumentare la percentuale di differenziata.
«Dobbiamo spegnere la procedura d'infrazione per far ripartire verso l'Italia questi fondi strutturali: perderli o vederli bloccati non sarebbe giusto per il nostro Paese. Ma a me preoccupano le sanzioni giornaliere: i miei tecnici hanno fatto due calcoli...».

Ovvero?
«La penalità di mora va da un minimo di circa 10mila euro a un massimo di 652mila. Al giorno. Questo dopo la sentenza e sino all'ottemperanza dei rilievi fatti. Capirà che parliamo di somme considerevoli».

Prima ha spiegato come la situazione è migliorata nelle ultime settimane. Ma solo perché sono ripartiti i trasferimenti di immondizia verso le altre regioni su cui la Lega è contraria e presto inizieranno i viaggi verso l'Olanda.
«Portare fuori i rifiuti è una soluzione accettata anche dalla UE ma è chiaro che può essere una soluzione temporanea e non definitiva. Per questo occorre risolvere e uscire rapidamente da un'emergenza durata per troppi anni».
Intervista di Adolfo Pappalardo

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