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Eurobond, Bernini: Perplessità su no di Merkel e Sarkozy

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"Il governo Berlusconi, un governo politico, ha posto in essere una manovra economica coraggiosa e responsabile, dimostrando ancora una volta di avere come asse portante solo l'interesse nazionale ed il bene del Paese. Quanto mai opportuno,peraltro, in un tempo che chiama la coesione e la responsabilità condivisa tra tutte le forze politiche, ascoltare tutte le voci ed aprirsi ai contributi di maggioranza ed opposizione". E' quanto dichiara Anna Maria Bernini, Ministro per le Politiche Europee. 

"Nell'iter parlamentare - prosegue il Ministro - non esistono vincoli pregiudiziali (solo la clausola di copertura e di invarianza dei saldi) all'ascolto di proposte che abbiano come obiettivo il miglioramento del decreto legge sotto il profilo della crescita, dell'equità e della solidarietà sociale. Sempre in continuità con i principi ispiratori del provvedimento, gli obiettivi di trasparenza nella gestione della spesa pubblica, di coordinamento e cooperazione con le politiche economiche e finanziarie di gestione della crisi che si stanno elaborando nell'eurozona e tra gli Stati membri".

"Per questo - sottolinea Bernini - la proposta Merkel-Sarkozy, condivisibile nel suo impianto, suscita perplessità per il persistente no agli eurobonds. Emissioni congiunte potrebbero concorrere a rendere più forte l'euro di fronte ad attacchi speculativi e contribuire ad individuare risorse aggiuntive per il finanziamento di infrastrutture transnazionali UE, fondamentali per la crescita e la competitività del sistema. Eccessivi dubbi, coltivati in una prospettiva meramente domestica dagli Stati Membri cosiddetti più forti, rischiano, viceversa, di incrementare i costi connessi ad una maggiore volatilità dei mercati e ad eventuali non auspicabili evoluzioni negative della crisi dei debiti sovrani dei Paesi dell'area Euro. Nè può essere auspicabile pensare ora a strappi e sanzioni che impattino su politiche di coesione e sulla erogazione e l'impiego dei fondi strutturali. Fughe in avanti in questa direzione, seppur animate da preoccupazione per il necessario rigore, rischiano, da una parte, di minare l'impianto solidaristico che fonda la costruzione europea e, dall'altra, di sottrarre a Stati Membri - come l'Italia - importanti stimoli alla crescita".

"Nell'attuale congiuntura europea - conclude il ministro Bernini - occorre saper differenziare attentamente le politiche economiche, non forzando sulle medesime risposte Paesi con situazioni diverse. Non esistono soluzioni passepartout buone a risolvere in ogni contesto qualsiasi problema. Questo vale per lo scenario europeo ed ancor più per le nostre politiche interne, da affrontarsi, nel tempo dell'emergenza, senza demagogie elettoralistiche nè contrapposizioni ideologiche museali, ma con approccio coeso e solidale nell'esclusivo interesse del Paese".

Dipartimento Politiche Europee

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