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Rassegna stampa: Bearfield (EPSO), "test di preselezione disponibili anche in italiano"

23 maggio 2011Parole chiave:
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Intervista di David Bearfield a euractiv.it


Leggi l'intervista sul sito euractiv.it


Una carriera nelle istituzioni europee resta in cima alle ambizioni di molti giovani italiani, soprattutto se si tratta dell'agognato "posto fisso". Intervenuto a Roma ad un evento organizzato dal Dipartimento Politiche Comunitarie e dall'Università La Sapienza, Nicholas David Bearfield, capo dell'EPSO (European Personnel Selection Office), svela ai microfoni di EurActiv Italia tutte le novità contenute nelle nuove procedure concorsuali.

David BearfieldDall'anno scorso l'EPSO ha introdotto una nuova procedura per la selezione del personale a tempo indeterminato delle istituzioni europee. Cosa è cambiato rispetto al passato?
Sono stati apportati molti cambiamenti significativi. Per prima cosa, le nuove selezioni che stiamo organizzando si basano su una precisa tabella di marcia. Ciò significa che siamo molto più presenti sul mercato del lavoro e che le persone hanno la possibilità di candidarsi tutti gli anni. A cadenza annuale prepariamo tre grandi categorie di selezioni: per laureati, amministratori, linguisti e assistenti. Per i laureati ogni anno il concorso si svolge nel mese di marzo.

L'altro grande cambiamento riguarda la tempistica. In passato per concludere un grande concorso impiegavamo complessivamente due anni, mentre l'anno scorso con la nuova procedura per amministratori, a cui hanno partecipato 51mila persone, siamo riusciti a conseguire il risultato in poco più di 9 mesi. Siamo inoltre riusciti a concludere in 6 mesi le selezioni più piccole per profili specialistici. 

Inoltre, quest'anno il concorso per laureati è aperto anche a coloro che stanno ancora concludendo gli studi e che conseguiranno il titolo entro luglio 2011.

C'è anche un'altra novità: se prima selezionavamo i candidati soltanto sulla base del loro bagaglio di nozioni e conoscenze, oggi ci focalizziamo molto di più sulle competenze. Non valutiamo soltanto quello che le persone sanno, ma anche ciò che sanno fare. Per questo sottoponiamo ai partecipanti un nuovo set di test di valutazione presso il test center di Bruxelles. I candidati trascorrono un'intera giornata con noi per fare il colloquio, per effettuare gli esercizi di gruppo, per svolgere la loro presentazione e scrivere una case study. Abbiamo capito che un buon funzionario europeo deve sapere analizzare situazioni molto complesse, comunicare in modo chiaro ed essere in grado di lavorare insieme ad altre persone.

I nuovi concorsi sono più difficili di quelli vecchi?
Ottima domanda. Sono sicuramente diversi. Non vogliamo persone che sappiano tutto nel loro campo, ma dei candidati che vantino delle competenze forti in una vasta gamma di settori. Forse da questo punto di vista le selezioni sono un po' più difficili. Sicuramente finora abbiamo riscontrato che le persone che hanno superato i nuovi concorsi si distinguono per il loro elevato grado di qualità.

Finora la possibilità di svolgere il concorso soltanto in inglese, francese e tedesco ha rappresentato per molti un problema, soprattutto in Italia. Le cose stanno cambiando?
Assolutamente sì. Un altro grande cambiamento riguarda le lingue: già a partire dal 2011 la maggior parte dei test della fase di preselezioni è disponibile nelle 23 lingue ufficiali e quindi anche in italiano.

Qual è il suo messaggio per i candidati italiani?
Si tratta di una fantastica opportunità. Stiamo cercando le persone più brillanti dei 27 paesi membri. Vorrei invitare tutti a riflettere su questa grande occasione: partecipate.
Alessandra Flora

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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