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Una guida per il riconoscimento delle qualifiche professionali nell'UE

17 maggio 2011Parole chiave:
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INTERVISTA DI EURACTIV.IT 


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Fonte: Euractiv.it

 

 Una bussola per i cittadini dei 27 paesi membri che vogliano richiedere il riconoscimento delle proprie qualifiche professionali in uno Stato membro diverso da quello in cui le hanno ottenute. E’ questo l’obiettivo di un vademecum realizzato dal  Dipartimento Politiche Comunitarie e pubblicato dal Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Per saperne di più, EurActiv Italia ha intervistato Lidia Germani, coordinatrice del Servizio I (Libera circolazione delle persone e dei servizi e professioni regolamentate) presso l’Ufficio Mercato interno e competitività del Dipartimento Politiche Comunitarie.

Qual è l’obiettivo di questa guida?
Si tratta di uno strumento informativo utile per chi deve affrontare le procedure di riconoscimento della propria qualifica professionale. Tale documento è il frutto del lavoro svolto dal Punto di Contatto Nazionale per il riconoscimento delle qualifiche professionali e dai funzionari che si occupano della materia. Il contenuto tiene conto delle difficoltà e delle principali carenze informative segnalate finora dai cittadini, soprattutto italiani, che si sono rivolti al Punto Nazionale, e dovute prevalentamente alla loro scarsa conoscenza della direttiva 2005/36/CE.

La guida descrive in modo sintetico le procedure e menziona le autorità competenti a cui rivolgersi. E’ presente inoltre un approfondimento sull’applicazione della direttiva 2005/36/CE, comprensivo della giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. C’è da dire che l’interpretazione di questa direttiva non è sempre facilissima: in alcuni punti resta ancora da costruire.

La guida ripercorre i capisaldi della direttiva sia per quanto riguarda il cosiddetto “diritto di stabilimento” che per la “libera prestazione dei servizi”, sanciti dal Trattato dell’Unione Europea. C’è inoltre una parte che riguarda i titoli e le qualifiche acquisiti in un paese extraeuropeo e le normative relative ai rapporti con la Svizzera.

A che punto è la normativa europea in materia?
Con tutta probabilità la direttiva n° 36 del 2005 sarà presto oggetto di revisione da parte della Commissione Europea. Lo scorso 13 aprile, infatti, l’esecutivo di Bruxelles ha inserito questo settore tra quelli che necessitano in modo prioritario di un adeguamento.

I punti di revisione sono legati prima di tutto all’aggiornamento dei requisiti minimi di formazione che la direttiva prevede per le professioni settoriali (infermiere, dentista, veterinario, ostetrica, architetto, farmacista, medico), per cui si può ottenere un riconoscimento automatico della propria qualifica qualora si possegga un titolo che sia stato dichiarato idoneo per l’esercizio di quella professione dai singoli stati membri. Per queste professioni la direttiva ha fissato dei requisiti minimi di formazione. Questi ultimi, al momento, sono in corso di aggiornamento in base ai progressi e all’evoluzione delle professioni stesse.
L’altro punto di revisione riguarda l’eventuale introduzione di una tessera professionale che dovrebbe servire a facilitare la mobilità dei professionisti. Sull'eventuale revisione della direttiva n. 36 del 2005 la Commissione pubblicherà a fine giugno un Libro Verde, in base al quale il Dipartimento Politiche Comunitarie avvierà delle consultazioni per verificare le posizioni delle autorità competenti e delle parti sociali.

Grazie ai dati in nostro possesso siamo costantemente informati sugli ostacoli principali relativi ad ogni professione. Attualmente stiamo costruendo una rete telematica con le pubbliche amministrazioni per seguire il flusso migratorio dei lavoratori dell’UE che chiedono il riconoscimento delle qualifiche in Italia.

A chi si rivolge questa guida?
Questa guida serve soprattutto al cittadino italiano affinché possa essere informato sulle procedure di riconoscimento della propria qualifica professionale. La guida sarà tradotta anche in inglese a beneficio di tutti i cittadini dell'Unione. Grazie a questo testo, il cittadino che desidera recarsi all’estero può informarsi sulle procedure da seguire, previste dalla direttiva, e contattare facilmente i Punti Nazionali dislocati in tutta Europa.

Ad oggi il riconoscimento delle qualifiche professionali è adeguatamente tutelato nell’Unione Europea?
Gli stati membri regolamentano le professioni in modo molto diversificato. Speriamo che i  processi adottati in modo parallelo e contestuale alla revisione alla direttiva  - ad esempio il processo di Bologna per l’armonizzazione dei percorsi universitari e l’attività dell’European Qualification Framework - possano aumentare la fiducia reciproca tra gli stati membri. L’autorità competente in un paese membro deve potersi fidare della validità dei documenti trasmessi da un altro stato. La rete Imi  - “Internal marketing information System” - in via di ampliamento,  serve proprio a stabilire un rapporto rapido tra le diverse autorità nazionali al fine di rivolgere domande e dissipare dubbi sui documenti presentati da un lavoratore per esercitare una determinata professione.

E' una rete Imi molto importante perché serve a registrare tutte le autorità competenti nell’UE. Attraverso un sistema basato su un set di domande prestabilito per ogni professione, l’Imi permette ai 27 stati membri di scambiarsi le informazioni necessarie in modo rapido e sicuro”.
Alessandra Flora

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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