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Bando trilingue, Tribunale dell'UE dà ragione a Italia

3 febbraio 2011Parole chiave: ,
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Il Tribunale dell'Unione Europea ha oggi annullato un bando di "invito a manifestare interesse" (IMI) per la costituzione di un elenco di candidati da assumere come agenti contrattuali nelle istituzioni europee. Il bando era stato pubblicato nel 2007 in tre lingue (inglese, francese e tedesco). Secondo il Tribunale, si tratta di "una discriminazione fondata sulla lingua fra potenziali candidati" e la pubblicazione risulta quindi "contraria al diritto dell'Unione". 

Il tribunale di Lussemburgo ha quindi dato ragione all'Italia che due mesi dopo la pubblicazione del bando, nel giogno 2007 ha presentato un ricorso di annullamento ritenendo che "la sua pubblicazione sul sito internet dell'EPSO (l'Ufficio di selezione del personale delle Comunità europee), in sole tre lingue non fosse conforme ai principi di non discriminazione, di proporzionalità e del multilinguismo".

Spiega il Tribunale che pur non esistendo "disposizione o principio di diritto dell'Unione che imponga che un IMI venga pubblicato sul sito internet dell'EPSO in tutte le lingue ufficiali" devono essere comunque garantite le misure perchè non si arrivi "ad una discriminazione fondata sulla lingua tra i candidati a un determinato posto". L'EPSO può anche pubblicare il testo di un IMI in sole tre lingue ma occorre "adottare misure adeguate al fine di informare l'insieme di tali candidati dell'esistenza dell'IMI e delle versioni linguistiche in cui esso è stato pubblicato integralmente". Cosa che non è avvenuta. Visto che anche il sito della Commissione europea, "tradotto in tutte le lingue ufficiali dell'Unione", non ha previsto la pubblicazione "di un annuncio che informa dell'esistenza e del contenuto dell'IMI controverso, né l’adozione di altre misure equivalenti".

Pertanto, "la possibilità di esseri informati dell'esistenza dell'IMI controverso non era identica per ciascun candidato, indipendentemente dalla lingua di partenza. Al contrario, tale IMI può favorire candidati in possesso di determinate cittadinanze, vale a dire degli Stati membri in cui le lingue tedesca, inglese e francese sono lingue ufficiali". Da qui, l'annullamento del bando.


Per saperne di più:
La sentenza del Tribunale dell'Unione Europea [seleziona la sentenza T-205/07]

Notizie correlate:
Bandi di concorso europei. Il Tribunale UE boccia ricorsi italiani (16 settembre 2010)

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