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Kessler al vertice dell'antifrode UE

15 dicembre 2010Parole chiave:
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ARTICOLI DI SOLE 24 ORE E LA STAMPA

 

Giovanni Kessler, 54 anni, Presidente del Consiglio provinciale di Trento, sarà direttore generale dell'OLAF. Kessler, ex magistrato antimafia ed ex parlamentare, l'ha spuntata sul concorrente francese Thierry Cretin. Kessler entrerà nelle sue funzioni a febbraio. Giovanni Kessler nella sua carriera si è occupato di anti-corruzione, antimafia, lotta alla contraffazione e alla criminalità transnazionale. L'OLAF si occupa di tutelare gli interessi finanziari dell'Unione Europea, di lotta alle frodi, di corruzione e di ogni altra forma di attività illegale, incluse quelle commesse all'interno delle istituzioni europee sulle quali svolge un vero e proprio audit. 

articolo de Il Sole 24 Ore [.pdf - 60,6 Kbyte] 
intervista de La Stampa a Giovanni Kessler [.pdf - 120 Kbyte]


(intervista a La Stampa)
"Meno burocrati, più giudici. Staneremo i furbi della UE"

Anche Giovanni Kessler ammette che è successo qualcosa di insolito. In effetti, confessa il nuovo capo degli sceriffi dell'Antifrode UE, «il fatto di essere un magistrato con la tessera dei democratici fa di me una merce che, sulla carta, è difficile da vendere al nostro governo». Invece no, è filata liscia, a Roma come a Bruxelles. «Hanno giocato tutti la partita con convinzione - assicura l'uomo che guida il Consiglio provinciale di Trento -, nel governo come nel mio partito. Alla fine è andata bene».
Se l'aspettava, presidente?
«È stata una trafila molto diluita fra le istituzioni comunitarie, i due colloqui in parlamento e Consiglio, poi la decisione della Commissione. Molti candidati erano interni, io venivo da fuori, impegnato da un lavoro che mi assorbe a tempo pieno. Ero per molti motivi un outsider e all'inizio è stato un vantaggio. Quando è scattata un po' di fronda in Italia, eravamo già nella fase conclusiva del processo di selezione». 
Appena sentita: un italiano alla guida dell'antifrode è come se a gestire l'emoscambio fosse Dracula. Battutaccia?
«Si, la realtà è diversa. Noi siamo gli esperti di antimafia perché ci siamo opposti alla mafia con convinzione, così come è successo con l'anti-terrorismo. Certe cose le devi soffrire per imparare a combatterle. Sono convinto che la nostra magistratura non abbia nulla invidiare a quella degli altri paesi, anzi. Lo stesso vale per la polizia. Qualcuno potrebbe anche dire che le cose stanno così perché abbiamo una delinquenza che non nulla da invidiare alle altre».
ll virus rafforza gli anticorpi?
«Non succede sempre. In certi casi il morbo prevale, ma non è il caso dell'Italia».
L'Olaf è una sua vecchia conoscenza, vero?
«Nel 2001 mi avevano già assunto, ero stato selezionato da Franz-Hermann Brunner, avevo anche fatto le visite mediche. Poi mi hanno offerto di candidarmi al parlamento e ho accettato. Nel corso del tempo, i miei rapporti di magistrato con l'Olaf sono stati frequenti. So ciò che mi aspetta».
Ce lo dice?
«L'Olaf ha dieci anni di vita. Dall'inizio è stata sempre accudito e gestito dal suo "fondatore", Brunner. La mia designazione avviene in un momento di svolta È partita la fase di riforma, si tratta di entrare in una nuova stagione già dal 2011, di passare dall'adolescenza all'età adulta. La mia prima sfida è favorire il consolidamento d'un organismo cresciuto da 30 a 500 effettivi. Si tratta di adattarsi ai tempi».
Cos'è cambiato?
«C'è più attenzione e più pressione da parte delle altre istituzioni e del pubblico. Non è più come all'inizio, quando dicevano "bravi, ora andate a prendere i cattivi". In Parlamento e alla Commissione si sentono voci critiche e osservazioni severe. La politica preme. So anche di qualche conflitto interno, così il cambio della guarda arriva al momento buono. È toccato a me. Andiamo a vedere..».
Rinuncerà alla politica?
«Se va tutto liscio, dovrei assumere le miei funzioni da febbraio. Mi dimetterò di sicuro da presidente della provincia. Poi, visto che non c'è incompatibilità, deciderò strada facendo se lasciare anche la carica di consigliere. Dipende da cosa riuscirò a fare». 
Che idea ha del livello reale delle frodi all'Unione?
«Ce ne sono più rispetto a ciò che appare in superficie, soprattutto se andiamo vedere il modo in cui i governi e gli enti locali spendono i soldi europei. Fra malversazioni e corruzione, il fenomeno deve essere più largo di quanto concretamente appare. Intercettare queste violazione è la principale competenza dell'Olaf. Ci aspetta parecchio lavoro».
Da dove intende cominciare?
«Il primo proposito è rinforzare la dimensione investigativa dell'Olaf che, negli anni, si è un po' diluita».
Vuol dire che servono più Sherlock Holmes contabili?
«Sì, sì. Più magistrati e più tecnici. Che vanno liberati dai loro ruoli amministrativi perché siano utilizzati meglio».

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