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Municipalizzate: "Recuperata parte più consistente aiuti"

28 ottobre 2010Parole chiave:
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"In merito al deferimento dell'Italia alla Corte di giustizia europea per non avere eseguito il recupero di aiuti di Stato illegali e incompatibili erogati ad imprese di servizi pubblici a prevalente capitale pubblico, è necessario fare alcune puntualizzazioni" dichiara il Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi.

"Innanzitutto la decisione riguarda il mancato recupero di un residuo di 23 milioni più interessi in capo a talune società non quotate in borsa. Il recupero della parte più consistente dell'aiuto - 440 milioni - riguardante le ex Municipalizzate più grandi e quotate in borsa, è già avvenuto l'anno scorso grazie all'impegno profuso dal governo e dal Dipartimento Politiche Comunitarie e la stessa Commissione si è considerata soddisfatta dichiarando pertanto chiusa, per questo aspetto, la procedura d’infrazione".

"Va inoltre sottolineato" continua Ronchi "come le operazioni di recupero dei 23 milioni che sono all'origine della decisione odierna della Commissione siano ostacolate da alcuni ricorsi presentati dinanzi ai giudici nazionali sui quali dovrebbe essere emesso un verdetto nelle prossime settimane. Se sarà così, l'azione di recupero dovrebbe essere notevolmente accelerata e laddove si concludesse entro la fine dell'anno o nei primi giorni del 2011, si potrebbe evitare l'introduzione materiale del ricorso in Corte di giustizia deciso oggi dal Collegio dei Commissari, scongiurando così il rischio di multe".


Altre informazioni

La Commissione europea ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia per non aver eseguito una decisione della Corte di giustizia dell'Unione Europea che ordina il recupero di aiuti di Stato illegali e incompatibili da imprese di servizi pubblici a prevalente capitale pubblico. Benché la sentenza della Corte risalga al 2006 e nonostante i recenti progressi compiuti nel recupero, le autorità italiane non hanno ancora notificato alla Commissione l'avvenuto completamento di tale operazione. Trattandosi di un deferimento alla Corte per il mancato rispetto di una precedente sentenza della Corte, la Commissione ha deciso di chiedere alla Corte di imporre il pagamento di una penalità di 65.280 euro per giorno di ritardo successivo alla seconda sentenza della Corte fino al giorno della regolarizzazione dell'infrazione e di una somma forfettaria di 7.140 euro al giorno per il periodo intercorso tra la sentenza della Corte del 2006 e la seconda sentenza della Corte. Tali pagamenti fungerebbero da incentivo a garantire il rapido recupero degli aiuti illegali dai beneficiari. (comunicato integrale della Commissione UE)

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