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Infrazioni, Italia non più fanalino di coda

23 settembre 2010Parole chiave: , ,
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Scoreboard N. 21L'Italia non è più la maglia nera in Europa per numero di procedure di infrazione aperte. E' quanto risulta dal nuovo Scoreboard, il "Quadro di valutazione del mercato interno", pubblicato dalla Commissione europea per misurare l'effettiva applicazione delle norme UE nel diritto nazionale degli Stati membri.

Il Paese più virtuoso è Cipro con 13 procedure, seguono Lettonia e Slovenia con 17. In fondo alla classifica, Belgio (111) e Grecia (93). L'Italia si attesta a quota 92 casi aperti, erano 100 sei mesi fa quando occupava l'ultima posizione.

Migliora anche il deficit di recepimento (percentuale di direttive del mercato interno non recepite in tempo dagli ordinamenti nazionali) che passa da 1,4% della precedente rilevazione all'odierno 1,1%. L'Italia, insieme ad altri otto Paesi, resta ancora al di sopra della media europea (0,9%), ma registra il miglioramento più sensibile tra tutti gli Stati membri.

Lo Scoreboard reso noto dalla Commissione europea registra una leggera inversione di tendenza rispetto all'andamento positivo dei precedenti mesi. In media lo 0,9% delle direttive del mercato interno i cui termini di attuazione sono scaduti non è attualmente recepito nel diritto nazionale, era lo 0,7% del marzo 2010. Un peggioramento che non pregiudica il raggiungimento dell'obiettivo dell'1,0% stabilito dai capi di stato e dal governo nel 2007. Ma che indubbiamente rappresenta un campanello d'allarme, tanto che il Commissario al Mercato interno e ai servizi, Michel Barnier, ha ricordato che "se vogliamo fruire di tutti i vantaggi del mercato interno, è essenziale che gli Stati membri attuino - tempestivamente e correttamente - le norme europee volte a far sì che il mercato interno funzioni".

Raggiungono l'obiettivo dell'1,0% 18 Stati membri, Danimarca e Malta i più virtuosi con solo tre direttive ancora da recepire. Rispetto a 6 mesi fa, il ritardo medio di recepimento a livello UE è aumentato di 2 mesi. Oggi, occorrono in media 7 mesi in più per recepire le direttive UE dopo la scadenza del termine di recepimento. Sono 21 gli Stati membri che sono riusciti a ridurre i loro ritardi medi di recepimento: Italia, insieme a Spagna e Slovacchia, registra i miglioramenti più vistosi.

Migliora anche lo stato delle infrazioni relative al mercato interno (-2,1% del numero complessivo), "Fiscalità e unione doganale" e "Ambiente" restano i settori in cui si contano il maggior numero di casi aperti.


Per saperne di più:
Scoreboard N. 21 [.pdf - 2,05 Mbyte] documento in inglese
Tabella relativa all'attuazione del mercato interno [.pdf - 16,7%] documento in inglese
Il precedente Scoreboard N. 20

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