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Rapporto Monti, una nuova strategia per il mercato unico

13 luglio 2010Parole chiave:
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Il Rapporto Monti propone una nuova strategia per difendere il mercato unico dai rischi di nazionalismo economico, per estenderlo ai nuovi settori fondamentali per la crescita economica dell'Europa e per costruire un consenso intorno ad esso, consenso che sembra piuttosto appannato in questa fase storica.

L'impopolarità del mercato (allergia al mercato, come è stata definita da un recente intervento della Presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia) nasce dalla difficoltà di accettare i cambiamenti, le perdite di rendite e posizioni che derivano inevitabilmente dalle nuove regole: storicamente è stato sempre così, ma certo la crisi mondiale, che si è drammaticamente riversata sulle economie europee, ha acuito queste resistenze in un momento in cui vi è stata la tentazione da parte dei singoli stati del "si salvi che può".

I fatti dimostrano, invece, che la crisi si supera e lo sviluppo ritorna solo se la risposta  è unitaria e coordinata, a livello internazionale, certamente, ma anche e soprattutto a livello dell'Unione Europea.

Così come per arginare l’emergenza e la recessione sono state prese importanti iniziative a livello dell'UE nel campo finanziario e sono stati varati piani di ripresa economica e di sostegno al reddito di famiglie ed imprese, così ora per rilanciare lo sviluppo è necessario ripartire proprio dal mercato unico.

Ma perché il mercato unico può rappresentare oggi per l'Europa un importante fattore di espansione e di creazione di posti di lavoro? Innanzitutto, consapevoli che la crisi segnerà ancora per molto tempo le nostre economie, abbassandone il potenziale di crescita, anche a causa dei ristretti margini che sono ormai disponibili agli Stati per varare stimoli di bilancio, non resta che affidarsi alle riforme che costano poco o nulla (in termini economici, non in termini politici). Procedere, quindi, con le liberalizzazioni, la concorrenza, in altre parole rafforzare il mercato unico.

In secondo luogo, la crisi ha fatto emergere con evidenza, forse per la prima volta, le difficoltà di far funzionare un'area monetaria unica senza un'adeguata mobilità delle risorse disponibili nell'area, senza cioè un perfetto funzionamento del mercato. I divari, ancora ampi, di competitività e produttività esistenti all'interno dell'area dell'euro e le differenti posizioni degli Stati in termini di sostenibilità delle finanze pubbliche, messe sotto stress dalle conseguenze della crisi, minano la credibilità e la forza dell'euro, lo abbiamo visto con la crisi della Grecia.

E' stato necessario intervenire, creare nuovi meccanismi di difesa e sorveglianza, rafforzare il coordinamento della governance ed estenderlo dalle politiche di bilancio a quelle per la competitività.

Infine, la crisi, come si accennava in principio, ha anche dimostrato i limiti del mercato (dei suoi eccessi) e la necessità di interventi regolatori da parte dello Stato. L'importanza sempre maggiore che viene ora attribuita dall'opinione pubblica e dai governi ai temi sociali e delle disuguaglianze impone di considerare attraverso quali vie lo sviluppo del mercato unico possa essere reso più chiaramente compatibile con tali esigenze.

In questo ambito, l'esperienza maturata in alcuni paesi europei (ad esempio, il modello tedesco di economia sociale di mercato), il riavvicinamento tra etica ed economia, da più parti invocato, il perseguimento di obiettivi di sviluppo "sostenibile, intelligente ed inclusivo" (ad esempio, quelli indicati dalla nuova Strategia europea 2020 che ha sostituito la precedente Strategia di Lisbona) potrebbero rappresentare alcuni importanti punti da cui partire per il rilancio del mercato unico.

 

Il 13 luglio, il Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, ha partecipato alla presentazione del Rapporto di Mario Monti "Una nuova strategia per il mercato unico. Al servizio dell'economia e della società europea", svoltasi presso la Sala della Lupa (Montecitorio, Roma)

 

Per saperne di più:
La versione italiana del Rapporto [.pdf - 379 Kbyte]
Sintesi del Rapporto (pubblicazione del Dipartimento)
Intervento del ministro Ronchi alla presentazione del Rapporto

Dipartimento Politiche Europee

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