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"La Lega ci fa fare una pessima figura: difende i furbetti"

12 luglio 2010Parole chiave: ,
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Intervista al Corriere della Sera

 

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Andrea Ronchi aveva già avvertito tutti, Lega compresa ovviamente, che non sarebbe stato possibile forzare la mano alla Commissione europea, che occorreva rassegnarsi una volta per tutte a mettere da parte la battaglia per dilazionare i pagamenti degli allevatori. E ora che l'Europa ha avvertito formalmente di un possibile procedimento di infrazione contro l'Italia, il ministro per le Politiche comunitarie ripete ad alta voce ciò che pensa, diretto prima di tutto al Carroccio, che ha fatto delle quote latte una bandiera.

Ha sentito che cosa dice sull'argomento il leghista Roberto Calderoli? Sostiene che, nonostante tutto, bisogna «rispettare» il Parlamento e che non gli importa niente se il ministro Galan minaccia le dimissioni.
«All'amico Roberto, per il quale è nota la mia stima, dico che un conto è parlare in modo demagogico e un altro è rispettare i patti europei. Gli accordi vanno rispettati sempre, a tutela dell'immagine, della credibilità e degli interessi degli italiani. Preciso, di tutti gli italiani».

La Lega, forse anche altri nella maggioranza, non possono giudicare «troppo severo» l'avvertimento del commissario europeo all'Agricoltura?
«Quello che dice Dacian Ciolos conferma la linea che anch'io ho espresso durante il Consiglio dei ministri: non ci voleva molto per capire che l'Europa avrebbe preso questa posizione».

Vuol dire cioè che l'emendamento non poteva passare in silenzio.
«Spiace davvero che, per un interesse corporativo limitato e assolutamente marginale, si possa screditare l'immagine dell'Italia e del governo che sul fronte europeo sta realizzando un lavoro immenso: basta pensare che quest'anno, per la prima volta siamo arrivati alla quota di 130 infrazioni, cioè più o meno la stessa dei Paesi europei più virtuosi».

E ora?
«Adesso purtroppo si rischia non solo l'nfrazione, ma soprattutto la riproposizione della vecchia immagine di un Paese di furbetti che si arrangiano e che non rispettano i patti».

Si tratta però di un emendamento approvato regolarmente in commissione.
«Non si può, in modo unilaterale, decidere di dilazionare un pagamento dovuto. Non è come decidere tra un'opzione e l'altra, entrambe regolari. Per questo mi ràmmarico del voto espresso giovedì dalla commissione».

Nel frattempo però si è aperto un nuovo problema politico con la Lega.
«La Lega non può cavalcare la protesta di una piccola minoranza rischiando di mettere a rischio il sistema agricolo del nostro Paese e gli interessi dell'Italia. Si tratta di una posizione miope e sbagliata che non possiamo assolutamente accettare. Le leggi sono chiare e non si può pensare di aggirare i vincoli comunitari con furbizie. Significherebbe, come ha ricordato anche il ministro Frattini, minare la credibilità del sistema Italia».
R.Zuc.

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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