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Un'operazione trasparenza per i fondi UE

7 maggio 2010Parole chiave: ,
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Articolo del Sole 24 Ore

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Operazione trasparenza sui fondi comunitari. Visibili a tutti, sul sito del Dipartimento per le Politiche Comunitarie (www.politichecomunitarie.it) sono consultabili gli elenchi completi dei beneficiari di finaiiziamenti europei. La lotta alle frodi UE passa, dunque, anche attraverso la condivisione delle informazioni su un'unica piattaforma web, realizzata con il contributo del nucleo della GdF presso il Dipartimento per le Politiche comunitarie, e lo scambio dei dati tra le differenti amministrazioni che intervengono nella gestione delle risorse pubbliche. Quello delle frodi sui fondi UE è un problema con pesanti ricadute economiche: il Parlamento europeo ha adottato la relazione annuale sulla lotta alle frodi nella spesa comunitaria. Le irregolarità nel 2008, mette in evidenza la relazione, sono scese a 783,2 milioni rispetto ai 1.024 milioni del 2007. L'Italia con Spagna, Gran Bretagna e Polonia è uno dei paesi con il maggior numero di irregolarità. La partita si gioca sulla condivisione dei dati. Secondo il Ministro per le Politiche comunitarie Andrea Ronchi la pubblicazione dei beneficiari dei finanziamenti europei sul sito del dipartimento «dimostra ancora una volta quanto il nostro paese sia attento e leale nella tutela degli interessi finanziari della UE e in possesso di un modello organizzativo di contrasto delle frodi di assoluta eccellenza». L'Italia, ha aggiunto Ronchi, è stato tra i primi paesi in Europa a recepire le sollecitazioni con cui Bruxelles ha chiesto un più deciso impegno da parte di tutti i paesi membri proprio sul fronte della trasparenza. L'iniziativa messa in campo ad aprile si colloca all'interno delle misure adottate dalle Politiche comunitarie per rilanciare il contrasto alle frodi comunitarie. Un fronte sul quale - ha sottolineato Ronchi - per la prima volta si è riusciti a invertire il trend negativo sul versante dei recuperi delle somme indebitamente erogate. Secondo le regole comunitarie - ha ricordato il ministro - il mancato recupero degli indebiti utilizzi di somme erogate dalla Ue entro il termine di otto anni, nel caso di procedimento giudiziario, e di quattro anni dal primo verbale amministrativo determina l'effetto di far gravare sul bilancio dello Stato inadempiente il 50% delle relative conseguenze finanziarie. Gli ultimi dati del Colaf, il comitato per la lotta contro le frodi comunitarie, per il 2008 segnala casi di frodi per 52 milioni, a fronte di un'attività di contrasto che ha portato al recupero di 77 milioni indebitamente percepiti negli anni precedenti. Oggi, segnalano dal dipartimento, il numero dei casi segnalati e ancora aperti sono 4.980. Ma solo negli ultimi tre anni il lavoro di collaborazione tra autorità competenti, Comitato per la lotta contro le frodi comunitarie e Ufficio europeo per la lotta alla frode (Olaf) ha consentito la chiusura di 1.251 casi.
M.Mo.

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