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Concorsi UE, Ronchi: "Lingua italiana discriminata, faremo ricorso"

6 maggio 2010Parole chiave: ,
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Ministro Andrea Ronchi"Le modalità con cui si svolgeranno i nuovi concorsi dell'Unione Europea sono inaccettabili. L'Italia non può assistere passivamente all'affermazione di un trilinguismo di fatto e per questo il governo italiano è intenzionato a presentare ricorso. Non è così che si costruisce l'Europa". E' la posizione espressa dal Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, dopo la pubblicazione del nuovo bando di concorso dell'Ufficio di selezione del personale dell'UE (EPSO), il primo nel nuovo formato che dovrebbe selezionare in tempi rapidi i futuri funzionari europei.

Spiega il ministro che "i nuovi concorsi EPSO pur introducendo novità importanti per la selezione del personale delle istituzioni europee, come la minore durata dei concorsi, continuano a presentare una inammissibile discriminazione linguistica sia come prove di concorso che nella stessa compilazione della domanda (solo in francese, inglese e tedesco)".

  

Tre lingue privilegiate 

E' il caso del concorso recentemente pubblicato per amministratori: "ci risulta che preveda prove di pre-selezione da svolgere solo in una delle tre lingue privilegiate: inglese, francese o tedesco. Superato questo test, il bando richiede la conoscenza approfondita di una delle lingue ufficiali dell'Unione e la conoscenza soddisfacente di una seconda lingua da scegliere sempre tra francese, inglese o tedesco. Una penalizzazione nei confronti della lingua italiana che deve terminare".

Ed è una penalizzazione che ha riflessi concreti: "d'ora in poi chi vorrà lavorare nell'UE sa che dovrà studiare una delle tre lingue privilegiate. In questo modo, saranno penalizzati tutti gli altri idiomi compreso il nostro. Con il forte rischio che i posti vengano comunque assegnati sempre più a francofoni, germanofoni o anglofoni".

  

I precedenti casi di discriminazione linguistica

Non è la prima volta che la lingua italiana viene discriminata a livello europeo. Già nel 2008, un ricorso presentato dall'Italia ha prodotto una sentenza del Tribunale di primo grado dell'UE che annullò la decisione della Commissione di pubblicare i bandi di concorso soltanto in tedesco, francese e inglese. "Oggi i bandi - rivendica il Ministro Ronchi - vengono pubblicati rigorosamente anche in italiano".

Ma l'Italia si è ripetutamente lamentata per una "condotta penalizzante verso la nostra lingua" che comprende anche la pubblicazione dei brevetti europei, il taglio dei traduttori in italiano, fino al caso eclatante avvenuto nel 2007 con il sito Internet dedicato al 50° anniversario del Trattato di Roma inizialmente presentato con l'esclusione dell'italiano, cioè della lingua del Paese dove quel Trattato di cui si celebrava la ricorrenza era stato firmato.

Già nell'agosto 2008, in un editoriale, il Ministro Ronchi definiva come "un pericolo concreto" le condotte penalizzanti nei confronti dell'italiano e annunciava l'intenzione del governo di "impugnare i provvedimenti che non abbiano rispettato il plurilinguismo".

  

"Una battaglia in difesa degli interessi nazionali"

Proposito ribadito anche in occasione del recente caso dei concorsi EPSO: "L'Italia farà una battaglia a tutto campo in difesa degli interessi nazionali. Il governo italiano presenterà ricorso per chiedere che tra le condizioni linguistiche richieste per l'ammissione ai concorsi venga cancellata l'inaccettabile oligarchia instaurata a favore di inglese, francese e tedesco come seconda lingua. Il nostro obiettivo è assicurare le stesse condizioni di accesso e partecipazione ai candidati italiani invocando quel principio riconosciuto e tutelato nell'UE ma troppo spesso dimenticato che è la pari dignità tra tutte le lingue europee".

  

La risposta della Commissione europea

La Commissione europea ha tenuto ad assicurare, nella giornata di ieri, che dal 2011 anche le prove di pre-selezione per i concorsi per funzionari europei si svolgeranno in tutte le 23 lingue dell'Unione e che da tempo Bruxelles si sta attrezzando per ampliare la scelta delle lingue nei concorsi europei. Per i vicepresidenti dell'Europarlamento Roberta Angelilli e Gianni Pittella "il criterio arbitrario scelto per l'attuale selezione rischia di risultare discriminatorio e lesivo del principio di parità e di trattamento". E fanno appello al Mediatore europeo per "violazione del principio del multilinguismo, che dovrebbe essere riconosciuto e tutelato dall'Unione Europea" in una lettera inviata anche al Presidente della Commissione europea, al Commissario del Multilinguismo, al Presidente del Parlamento europeo e al presidente del Consiglio europeo. Gli eurodeputati italiani Potito Salatto, Salvatore Tatarella, Paolo Bartolozzi, Enzo Rivellini, Licia Ronzulli hanno annunciato la presentazione di una interrogazione per capire con quali criteri vengano tradotte le domande per partecipare a concorsi così importanti e per scongiurare che episodi del genere si ripetano ancora.


Per saperne di più:
I servizi di Tg1, Tg5 e Radio Dimensione Suono
Il "peso" dell'italiano (intervento, Corriere della Sera/Sette, 6 maggio 2010)
"Alla UE documenti anche in italiano ..." (intervista, Repubblica, 28 aprile 2010)
Lingua italiana esclusa, Ronchi contro la UE (Corriere della Sera, 6 aprile 2010)

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