Vai direttamente ai contenuti

EN FR

Modulo ricerca nel sito

sei in: Home | Comunicazione | Rassegna stampa | Lingua italiana esclusa...

Lingua italiana esclusa, Ronchi contro la UE

6 aprile 2010Parole chiave: ,
  • Segnala presso:
  • Delicious
  • Diggit
  • Facebook
  • Google
  • OKNOtizie
  • Technorati
  • My Yahoo

Intervista del Corriere della Sera al ministro Ronchi

 

Versione .pdf [137 Kbyte]

L'italiano si estingue in Europa, pian piano. "Lassù, a Bruxelles e a Strasburgo, vorrebbero trattare la nostra lingua alla stessa stregua del bulgaro, del romeno, dello sloveno - dice Andrea Ronchi, Ministro per le Politiche Europee - Ma combatteremo. Iniziative a tutti i livelli, contro chi vuole compromettere gli interessi italiani". L'incidente è l'ultimo concorso bandito dall'Ufficio di selezione del personale europeo (Epso), concorso per 323 amministratori che andranno a costituire «elenchi di riserva» in cinque settori: amministrazione pubblica europea, diritto, economia, audit, tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Dice Ronchi: "I nuovi concorsi Epso introducono novità importanti, come la minor durata dei concorsi. Ma continuano a presentare un'inammissibile discriminazione linguistica, a partire dalla compilazione della domanda, accettata solo in inglese, francese e tedesco". Poi, spiega il ministro, «ci risulta che il concorso preveda prove di pre-selezione da svolgere solo in una delle tre lingue privilegiate. Superato questo test, il bando ricbiede la conoscenza approfondita di una delle lingue ufficiali dell'Unione e la conoscenza soddisfacente di una seconda lingua, da scegliere sempre tra inglese, francese o tedesco".

Per Ronchi questa "penalizzazione della lingua italiana" deve terminare. Decide quindi di muoversi e cerca l'accordo con tutto il governo di cui fa parte. Ottiene la piena approvazione. Così, sarà resa pubblica questa mattina una sua dura nota. Dove si legge: "Da oggi l'Italia farà una battaglia a tutto campo in difesa degli interessi nazionali. Il governo italiano presenterà ricorso per chiedere che tra le condizioni linguistiche richieste per l'ammissione ai concorsi venga cancellata l'inaccettabile oligarchia instaurata a favore di inglese, francese e tedesco come seconda lingua. Il nostro obiettivo è assicurare le stesse condizioni di accesso e partecipazione ai candidati italiani, invocando quel principio, riconosciuto e tutelato nell'Unione Europea e troppo spesso dimenticato, che è la pari dignità tra tutte le lingue europee".

Non si rischia però di suscitare le stesse rivendicazioni per tutte le 24 lingue escluse? "È probabile - risponde Ronchi - che altri Paesi seguiranno la strada che stiamo aprendo. Ma vorrei che si considerasse il fatto che l'Italia è la culla dell'Europa unita, siamo nel nucleo dei Paesi fondatori: credo che l'italiano debba ottenere la stessa dignità delle lingue madri dell'Europa. Non chiediamo privilegi, ma pretendiamo di non essere discriminati". Il ministro parla di un "accordo strategico" fra Regno Unito, Francia e Germania per imporre le proprie lingue nazionali e per conquistare posizioni dominanti nella burocrazia d'Europa. Sulla questione delle lingue malumori si sono manifestati anche in Confindustria, perché i bandi per l'assegnazione dei fondi europei o le comunicazioni strategiche da Bruxelles e da Strasburgo sono sempre in inglese-francese-tedesco: soprattutto le piccole e medie imprese italiane vanno per questo motivo in sofferenza.

Ricorda Andrea Ronchi che nel novembre 2008 il Tribunale di primo grado dell'unione Europea, a seguito di un ricorso presentato dall'Italia, annullò la decisione della Commissione di pubblicare i bandi di concorso soltanto nelle tre lingue. Oggi i bandi vengono pubblicati anche in italiano: "Fu una lotta aspra. E andremo avanti, con questa battaglia culturale in difesa dell'italiano. C'è il rischio forte che i posti nella UE vengano assegnati sempre più a francofoni, gennanofoni o anglofoni".

Andrea Garibaldi

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

2009 © Tutti i diritti riservati