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"Le frodi, una vigliaccata per il Paese"

6 maggio 2009Parole chiave: ,
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"Le frodi che riguardano i fondi europei sono una vigliaccata nei confronti di tutto il paese e lo sono ancora di più in questo momento di crisi perché ci sono meno opere pubbliche, si pesa sul bilancio nazionale, si aiuta l'economia illegale e diminuisce la fiducia nell'Europa. Il governo vuole un assoluto rispetto della legalità, per questo abbiamo voluto intensificare i controlli per la repressione di questo fenomeno".

A dirlo è il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi che ha preso parte oggi a un seminario sulle frodi comunitarie a Milano dove ha annunciato un'ulteriore stretta repressiva contro il fenomeno, in vista anche della ricostruzione dell'Abruzzo dopo il terremoto. "Guai a speculare su questi fondi - ha detto Ronchi - per truffare chi aspetta una mano per la ricostruzione. Quella dell'Abruzzo non è una emergenza ma è 'l'emergenza' e noi non tollereremo nessun atteggiamento non consono".

Stando agli ultimi dati a disposizione della Commissione Europea nel 2007 sono stati accertati in Italia 1.170 casi di truffe per un importo complessivo di oltre 232 milioni di euro che pongono il Paese al quinto posto per numero di infrazioni ma al terzo per il loro valore totale. La frode più frequente è quella legata alla falsa dichiarazione sull'uso dei finanziamenti.

Il generale Gennaro Vecchione, comandante del nucleo per la repressione delle frodi comunitarie ha invitato però a leggere questi dati anche da un'altra prospettiva. "L'Italia non è il Paese leader delle frodi ai fondi comunitari - ha spiegato - ma è da anni leader nel trovare e perseguire le frodi. Il recupero dei fondi truffati resta difficile, ma abbiamo avviato un gruppo
di lavoro per coordinare e omologare l'azione di recupero in tutte le regioni". 

Il ministro Ronchi ha poi parlato dell'ambizioso obiettivo "di utilizzare sempre meglio le opportunità che l’Europa ci mette a disposizione, in primis i Fondi Strutturali, ovvero gli strumenti finanziari della politica regionale dell’Unione europea".

L'obiettivo del Seminario è di fornire appoggio e sostegno tanto a chi gestisce i Fondi quanto agli operatori economici. "Troppo spesso - ha spiegato Ronchi -  il meccanismo si inceppa per la paura di incorrere in sanzioni o di sbagliare qualcosa. La risposta, di fronte a questo scenario, può essere una sola: distribuire informazione e fiducia, con il più fattivo spirito di servizio da parte di tutte le amministrazioni interessate. Questo perché abbiamo un preciso dovere e una grande responsabilità: non dobbiamo deludere i cittadini dell'Unione, soprattutto in un momento in cui si addensano segnali di sfiducia sul grande progetto europeo. E certamente, il corretto impiego dei fondi costituisce un fondamentale banco di prova per questa sfida".

 

Leggi l'intervento integrale del ministro Ronchi

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