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Il Libro bianco su una politica di comunicazione europea

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Il 1 febbraio 2006 la Commissione europea ha adottato il Libro bianco su una politica europea di comunicazione, nel quale invita a formulare proposte per ridurre le distanze tra l’UE e i cittadini. Una consultazione pubblica si è conclusa il 30 settembre 2006: attraverso il sito "Dite la vostra!", i cittadini europei hanno potuto presentare osservazioni e contributi.

Istituzioni europee, gli Stati membri, i partiti politici e le ONG hanno presentato le loro osservazioni. Sono pervenute centinaia di risposte e sono state organizzate diverse conferenze per discutere in maniera più approfondita la questione. Il risultato di questa fase è il nuovo piano "Agire di concerto per comunicare l'Europa" presentato dalla Commissione UE il 3 ottobre 2007.
La consultazione

Il documento segue la pubblicazione del piano d’azione della Commissione, approvato nel luglio 2005, che illustrava le azioni che la Commissione avrebbe dovuto intraprendere per operare una riforma delle sue attività di comunicazione, per avvicinarsi ai cittadini e rispondere meglio alle loro esigenze e preoccupazioni.
L’obiettivo principale del Libro bianco è di mobilitare tutte le parti in causa (le istituzioni e gli organismi della Commissione, gli Stati membri, le autorità regionali e locali, i partiti politici e la società civile).

La fase di consultazione si è aperta il 1 febbraio e si è conclusa il 30 settembre 2006. Tutte le osservazioni e i suggerimenti saranno analizzati dalla Direzione generale della Comunicazione e da un’équipe di esperti. E’ stata organizzata una serie di conferenze delle parti interessate per esporre e discutere le idee e le proposte trasmesse alla Commissione. Madrid, Bergamo, Helsinki, Berlino e Bruxelles le sedi delle conferenze. A Bergamo, la conferenza "Empower" ha riunito dal 9 al 10 novembre 2007 il Forum europeo della società civile, oltre 300 rappresentanti di organizzazioni non governative e associazioni europee.

In Italia, il Dipartimento ha promosso una consultazione attraverso l'elaborazione di un questionario distribuito in occasione del Forum della Pubblica Amministrazione tenutosi nel maggio 2006 e scaricabile anche da questo sito.

Leggi i risultati della consultazione italiana (2006).

Cinque settori d'azione 

Il Libro bianco propone cinque campi di intervento in cui realizzare azioni in collaborazione con le altre istituzioni dell’UE, gli Stati membri e la società civile:


Per ciascuno di questi temi la Commissione suggerisce iniziative e spunti di attività di comunicazione, anch'essi oggetto della consultazione online che si svilupperà nei prossimi mesi.



1. Principi comuni

Il diritto all’informazione e la libertà di espressione costituiscono il nucleo vitale della democrazia in Europa. A tali principi si fa preciso riferimento nel trattato UE e nella carta europea dei diritti fondamentali.

La comunicazione si basa però anche su altri importanti principi:

  • Inclusione. Accesso, nella propria lingua, alle informazioni su questioni di interesse pubblico. Rapida disponibilità informazioni attraverso una rete estesa di canali, tra cui i mass media e le nuove tecnologie come Internet.
    Sostegno ai cittadini per sviluppare le capacità necessarie per accedere e utilizzare tali informazioni (minoranze, persone con disabilità, ecc.).
  • Diversità. La politica di comunicazione dell’UE deve rispettare le diversità di idee nella sua totalità nell’ambito del dibattito pubblico.
  • Partecipazione. I cittadini devono avere il diritto di esprimere le proprie idee e di essere ascoltati. A livello dell’UE, in cui è forte il rischio che le istituzioni siano lontane dai cittadini, tale principio riveste particolare importanza.


La Commissione propone:
a) La definizione di un documento quadro – per esempio, una carta europea o codice di condotta sulla comunicazione, per garantire un impegno comune di tutte le parti in causa (le istituzioni dell’UE, le autorità nazionali, locali e regionali, le organizzazioni non governative) nel rispetto dei principi.

b) La creazione di un forum speciale dei cittadini su Internet per raccogliere idee su finalità e contenuto di tale documento quadro. Tale forum durerà sei mesi, saranno organizzati anche dibattiti pubblici e gli Stati membri dell’UE saranno invitati a promuovere dibattiti nazionali e consultazioni.

Alla fine del periodo di consultazione, la Commissione presenterà i risultati della consultazione e stabilirà se proporre una carta, un codice di condotta o un altro strumento.
 

2. Coinvolgere i cittadini

Ovvero, tener conto delle esigenze dei cittadini, provvedere agli strumenti e ai servizi – forum per il dibattito e canali di comunicazione pubblica – che diano al maggior numero possibile di persone l’accesso all’informazione e l’opportunità di far ascoltare la propria voce.

Obiettivi principali:

  • Migliorare l’educazione civica. L’educazione civica per esercitare diritti politici e civici ed essere attivi nella sfera pubblica. Non solo come insegnamento delle istituzioni dell’UE e delle loro politiche, ma anche per aiutare i cittadini di ogni età a servirsi di strumenti come Internet per accedere ad informazioni sulla politica pubblica e per partecipare al dibattito; importante nel caso delle minoranze, dei cittadini disabili e di altre categorie di persone a rischio di esclusione.
    Validità dei programmi dell’UE (Leonardo da Vinci, Socrates, Erasmus, ecc.).
  • Mettere i cittadini in comunicazione tra loro. Nuovi forum per il dibattito pubblico su tematiche europee per favorire la fiducia e il rispetto reciproco e la volontà di lavorare insieme verso obiettivi comuni.
    Importanza degli incontri "faccia a faccia" e necessità di creare nuovi punti d’incontro per il dibattito civico.
    Adozione del programma Cittadini per l’Europa quale opportunità per mettere in comunicazione i cittadini e dar loro più voce nel sistema di governo europeo, realizzare progetti transnazionali che promuovano la cittadinanza attiva e tenere dibattiti pubblici sull’Europa.
    Sfruttare le potenzialità di alcuni programmi dell’UE già esistenti o progettati al fine di mettere in relazione e mobilitare i cittadini europei (vd esperienza studenti Erasmus).
  • Collegare i cittadini e le istituzioni pubbliche. Ridurre le distanze tra l’Europa e i suoi cittadini significa creare e mantenere i collegamenti tra i cittadini e le pubbliche autorità, dal livello locale a quello europeo. Ricordate le iniziative di Parlamento (trasparenza) e Commissione (promozione del multilinguismo quale aspetto integrante della legittimità, della trasparenza e della democrazia del progetto europeo).


La Commissione propone:

a) La creazione di una modalità di comunicazione fra gli insegnanti di educazione civica degli Stati membri – ad esempio, attraverso una rete, un programma speciale all’interno delle strutture già esistenti come il Collegio d’Europa o una nuova struttura – che consenta loro di scambiare idee su approcci innovativi all’educazione civica ed apprendere nuove tecniche.

b) La trasformazione delle biblioteche nazionali presenti negli Stati membri in biblioteche europee in rete come centri di informazione e di apprendimento, affinché tutti i cittadini abbiano accesso libero alle tecnologie dell’informazione e alle informazioni pertinenti.

c) Un'attività di cooperazione fra gli gli Stati mirata alla costituzione di nuovi punti d’incontro per gli Europei, aperti ai cittadini di tutte le generazioni e di qualsiasi provenienza, che ospitino manifestazioni culturali e politiche collegate con l’Europa.

d) La possibilità - da parte delle istituzioni dell’UE - di integrare i siti internet dell’UE con forum online – "punti d’incontro virtuali" – con link verso fonti di informazioni esterne.

 

3. Collaborare con i media

La copertura dei temi europei da parte dei media resta limitata e frammentaria. I principali avvenimenti con cadenza periodica come le riunioni del Consiglio europeo vengono trattati sui giornali nazionali, ma nei periodi che intercorrono tra le riunioni non c’è una copertura globale delle questioni dell’UE. Televisioni e radio - ma cnhe i giornali regionali e locali, che raggiungono un gran numero di persone - riservano generalmente uno spazio limitato alle problematiche europee.

Obiettivi principali:

  • Dare all’Europa un volto umano. L’Unione Europea è spesso percepita come "senza volto", ovvero senza una chiara identità pubblica. I cittadini devono essere aiutati ad entrare in collegamento con l’Europa. L’informazione politica ha un impatto maggiore quando viene messo in luce "l’interesse umano", quando si dà ai cittadini la possibilità di capire ciò che li riguarda personalmente.
  • Offrire una dimensione nazionale, regionale e locale. Le tematiche europee devono essere discusse anche nei contesti nazionali e locali. E’ necessario che vi sia una partecipazione attiva delle istituzioni dell’UE anche al fine di inserire le politiche europee in un contesto locale.
  • Sfruttare il potenziale delle nuove tecnologie. E’ necessaria una direzione politica se l’Europa vuole sfruttare a pieno il potenziale di Internet ed assicurarsi che esso non crei nuove divisioni nella società. L’iniziativa i2010 mira a già ad eliminare le distanze tra "chi può" e "chi non può" nella società dell’informazione affrontando questioni come la parità di opportunità, le competenze in materia di tecnologia dell’informazione e le disparità tra le regioni europee in termini di accesso ad internet.


La Commissione propone:
a) Fornire ai media informazioni e dati di attualità di grande qualità; collaborare più strettamente con le emittenti radio–televisive e i media; creare nuovi collegamenti con i sistemi di comunicazione regionale e locale; utilizzare in maniera attiva le nuove tecnologie.

b) Dotare le istituzioni dell'UE di migliori strumenti e capacità di comunicazione, attraverso:
- la produzione di contenuti audiovisivi di grande qualità che siano facili da usare per i media e interessanti per i cittadini;
- un programma europeo di formazione sulla comunicazione pubblica, grazie al quale i funzionari delle istituzioni europee e nazionali possano ricevere una formazione sulla comunicazione e le tecnologie dei media.

c) Individuare - insieme ad una congrua rappresentanza di operatori dei media -come migliorare la fornitura ai media (paneuropei, nazionali e locali) di materiale interessante al fine di adeguare l’informazione alle esigenze dei diversi paesi e segmenti della popolazione.

d) Promuovere una tavola rotonda europea per la democrazia come quella proposta dal piano D e redigere una relazione sulle tecnologie dell’informazione e la democrazia in Europa.

 

4. Comprendere l'opinione pubblica europea

Si ricorda l’importanza dell’analisi dell’opinione pubblica attraverso strumenti come i sondaggi di opinione e il monitoraggio dei media. La Commissione europea è stata un precursore nell’elaborazione di strumenti moderni – come le indagini Eurobarometro – per analizzare l’opinione pubblica europea ed, attualmente, è in corso una rivalutazione della metodologia al fine di far fronte alla necessità pressante di avere una comprensione maggiore e più profonda delle tendenze dell’opinione pubblica europea.

La Commissione propone:
a) Migliorare la collaborazione tra le istituzioni dell’UE per ideare e progettare i sondaggi Eurobarometro e divulgarne i risultati. Promuovere dibattito pubblico tra le istituzioni dell’UE e le organizzazioni della società civile in occasione di un a nuova indagine di Eurobarometro. In previsione per la primavera del 2006, una serie speciale di sondaggi Eurobarometro e di studi qualitativi sulla comunicazione dell’UE.

b) Favorire nuovi modi di cooperazione tra le istituzioni europee e gli Stati membri. Due possibili idee sono:
- una nuova rete di esperti nazionali in ricerche sull’opinione pubblica, per aiutare lo scambio di migliori pratiche e sviluppare sinergie tra studiosi a tutti i livelli;
- la creazione di un Osservatorio dell’opinione pubblica europea indipendente con risorse delle istituzioni dell’UE e degli Stati membri che individui le tendenze dell’opinione pubblica e le analizzi approfonditamente.

 

5. La cooperazione

Il livello nazionale rimane il principale punto di ingresso in qualsiasi dibattito politico e i governi degli Stati membri e altre organizzazioni nazionali devono usare i canali nazionali per far sì che vi sia un solido dibattito europeo. A tale approccio basato sulla cooperazione devono prendere parte tutti gli interessati.

Alcuni Stati membri hanno incoraggiato attivamente il dibattito pubblico – per esempio, sulla proposta di costituzione dell’UE – ma molto ancora potrebbe essere fatto.

E' importante, inoltre, decentralizzare la comunicazione dell’UE verso una dimensione locale ed incoraggiare gli Stati membri ad essere più attivi nell’informare i cittadini sulle questioni inerenti all’UE.

Molte politiche e programmi europei sono attuati a livello regionale e locale. Pertanto, le autorità locali e regionali sono nella buona posizione per dare vita a un dialogo con i cittadini e per coinvolgere attivamente le comunità locali nelle tematiche dell’UE.

I partiti politici hanno un ruolo centrale nella formazione dell’opinione pubblica sulle problematiche europee - così come le le organizzazioni della società civile, comprese quelle professionali e settoriali - nella sensibilizzazione del pubblico alle tematiche europee e al dibattito politico e nell’incoraggiare i cittadini a partecipare attivamente a tale dibattito.

La Commissione propone:
a) Maggiore cooperazione tra il livello nazionale e quello europeo: dibattito pubblico e parlamentare sulle priorità strategiche annuali della Commissione, discussioni faccia a faccia tra i Ministri nazionali e i commissari europei, trasmissioni sui media nazionali, etc.

b) Promozione di nuove forme strutturate di cooperazione tra le autorità nazionali che si occupano della comunicazione e il pubblico al fine di scambiare esperienze sui modi di informare sull’Europa e di organizzare iniziative comuni.

c) Forme più strette di cooperazione nel settore delle relazioni esterne, tra cui un impegno per consolidare le capacità pubbliche di diplomazia.

d) Maggiore coinvolgimento da parte dei partiti politici verso i loro membri nelle problematiche europee e più spazio alle questioni europee nei loro programmi.

e) Progetti di cooperazione mirati nel settore della comunicazione pubblica con le organizzazioni della società civile.

 

Dipartimento Politiche Europee

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