Multilinguismo, una risorsa per l'Europa
Il multilinguismo, una risorsa per l'Europa e non un limite. E' questo l'approccio che la Commissione europea ha deciso di adottare attraverso una comunicazione (COM 2008-566 del 18 settembre 2008) del Commissario per il Multilinguismo, Leonard Orban, varata lo scorso settembre. Una decisione nata soprattutto in seguito all'aumento del numero degli Stati Membri che ha aumentato le lingue parlate nell'UE.
Infatti i recenti allargamenti hanno portato a 23 le lingue ufficiali, senza contare poi le oltre 60 lingue parlate in alcune regioni e da gruppi specifici. Se a questo poi si aggiungono i fenomeni di globalizzazione e di migrazione che sempre più frequentemente interessano l'Europa è evidente che la diversità linguistica rappresenta uno dei caratteri distintivi dell'UE.
Multilinguismo di fronte al quale la Commissione europea si è voluta porre in modo propositivo e soprattutto interpretandolo in un'ottica positiva e di sviluppo. Diversità di lingue vista come risorsa per l'UE e non come ostacolo alla sua crescita che invece proprio da questa varietà può trovare i suoi punti di forza. Da qui però l'intendimento chiaro, ed espresso all'interno della Comunicazione del commissario Orban, di una coesistenza armoniosa delle lingue presenti in Europa che solo così possono realmente diventare "patrimonio comune" dell'Unione Europea. In questa ottica le varie lingue "possono servire da ponte verso altre persone e dare accesso ad altri paesi e culture promuovendo la comprensione reciproca". Una "politica di multilinguismo positiva" è quanto propone l'UE, capace di "migliorare le opportunità nella vita dei cittadini: può aumentarne l'occupabilità, facilitare l'accesso a servizi e diritti e accrescere la solidarietà, grazie a un maggior dialogo interculturale e una migliore coesione sociale".
"Migliori opportunità di comunicazione, inclusione, occupazione e attività economica" è quanto evidenzia la comunicazione comunitaria che tra gli obiettivi principali si pone "quello di sensibilizzare al valore e alle opportunità della diversità linguistica dell'UE e incoraggiare l'eliminazione delle barriere al dialogo interculturale". In particolare la Commissione intende utilizzare strategicamente le iniziative e i programmi comunitari per sostenere il multilinguismo sia sul fronte del mondo del lavoro favorendo la mobilità di studenti, tirocinanti, lavoratori e giovani imprenditori; su quello dell'insegnamento promuovendo la possibilità di studiare un maggior numero di lingue tramite l'apprendimento permanente, la mobilità degli insegnanti e degli studenti, la formazioni degli insegnanti di lingue, i partenariati scolastici, la ricerca e lo sviluppo di metodi innovativi adattati a diversi gruppi di destinatari; di agire verso i mezzi d'informazione, le nuove tecnologie e i servizi di traduzione umana e automatica per i quali la Commissione intende sostenere la sottotitolazione e la circolazione delle produzioni mediatiche europee, i progetti di sviluppo e diffusione delle tecnologie linguistiche e di comunicazione oltre ad organizzare una conferenza sul ruolo svolto dalla traduzione per promuovere l'apertura, la comprensione e il dialogo tra le culture;
Inoltre nei confronti di quei Paesi terzi l'UE ha intenzione di sviluppare forme di partenariato con l'intento di migliorare la cooperazione in materia di multilinguismo con quei paesi non aderenti all'UE ed allo stesso tempo promuovendo l'insegnamento e l'apprendimento di tutte le lingue dell'UE all'estero.
Sempre nell'ambito della strategia multilinguista, la Commissione sarà attiva nell'organizzazione di campagne di sensibilizzazione sui vantaggi della diversità linguistica e dell'apprendimento delle lingue per il dialogo interculturale; nel monitoraggio delle conoscenze linguistiche dei cittadini con indicatori linguistici e indagini Eurobarometro; ed infine nella realizzazione insieme agli Stati membri, di scambi di buone prassi, di formazioni e di collegamenti in rete di interpreti e traduttori giuridici, elaborando anche strumenti di traduzione specifici per accedere a documenti in modo da migliorare l'accesso alla giustizia.
Una politica che però come chiarisce la stessa Commissione non può non vedere coinvolti anche gli Stati membri ai quali viene chiesto di compiere sforzi per aprire sportelli unici, conformemente alla direttiva relativa ai servizi, operando in varie lingue al fine di facilitare la prestazione di servizi transfrontalieri e favorendo l'accesso a corsi specifici della/e lingua/e del paese di accoglienza per le persone di madrelingua diversa.
- Il multilinguismo: una risorsa per l'Europa e un impegno comune. Comunicazione della Commissione europea del 18 settembre 2008 [.pdf - 592 Kbyte]
















