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Trattato di Lisbona: i punti salienti

13 ottobre 2009
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Il Trattato di Lisbona consente all'Europa di essere:

  • più democratica e trasparente: attraverso il rafforzamento del ruolo del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, più possibilità ai cittadini di far sentire la loro voce e migliore ripartizione delle competenze a livello europeo e nazionale;
  • più efficiente: si semplificano i metodi di lavoro e le norme di voto, istituzioni più moderne e adeguate ad un'Unione a 27 e maggiore capacità di intervenire nei settori di massima priorità per l'Unione di oggi;
  • più diritti e valori: grazie all'integrazione della Carta dei diritti fondamentali nel diritto primario europeo, ai meccanismi di solidarietà e ad una migliore protezione dei cittadini europei;
  • più protagonista sulla scena internazionale: un ruolo potenziato raggruppando gli strumenti comunitari di politica estera, per quanto riguarda sia l'elaborazione che l'approvazione di nuove politiche.

 

Ecco i punti più significativi:

  • PERSONALITA' GIURIDICA - Per la prima volta nella sua storia, l'UE ha una propria personalità giuridica e potrà firmare i Trattati internazionali.
  • INIZIATIVA DEI CITTADINI - Un milione di cittadini europei, di un certo numero di Stati membri, possono invitare la Commissione a presentare una proposta nei settori di competenza dell'UE.
  • EUROPARLAMENTO - Sono previsti maggiori poteri di intervento per approvare la legislazione europea in particolare nelle aree di giustizia, sicurezza, immigrazione, trattati internazionali e bilancio. Ridotto il numero dei membri da 785 a massimo 751 e la ripartizione dei seggi tra gli Stati membri dovrà rispettare il principio della proporzionalità decrescente. In poche parole, questo principio significa che i deputati dei paesi più popolosi rappresenteranno un numero di cittadini più elevato di quelli dei paesi con un minor numero di abitanti. Il trattato dispone inoltre che ciascuno Stato membro non potrà avere meno di 6 o più di 96 deputati: l'Italia passa da 78 a 73.
  • PARLAMENTI NAZIONALI - Viene riconosciuto e rafforzato il loro ruolo. Ad esempio, se un determinato numero di parlamenti nazionali è del parere che un'iniziativa legislativa avrebbe dovuto essere presa a livello locale, regionale o nazionale piuttosto che al livello dell'UE, la Commissione è tenuta a ritirarla o a spiegare chiaramente i motivi per i quali ritiene che la sua iniziativa sia conforme al principio di sussidiarietà.
  • PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO - Viene creata la figura del Presidente dei 27 con carica di due anni e mezzo. Il Presidente UE rappresenta l'Unione nelle sedi internazionali e ha principalmente il compito di garantire la preparazione e la continuità dei lavori del Consiglio europeo e di ricercare il consenso. Finisce la rotazione semestrale che sarà mantenuta per i Consigli dei Ministri.
  • ALTO RAPPRESENTANTE - Nasce la figura dell'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Ha un doppio incarico: mandatario del Consiglio per la politica estera e di sicurezza comune (PESC) e vicepresidente della Commissione, responsabile delle relazioni esterne. Incaricato di condurre sia la politica estera che la politica di difesa comune, presiede il Consiglio Affari Esteri. Rappresenta l'Unione Europea sulla scena internazionale per le materie che rientrano nella PESC.
  • COMMISSARI UE - Il nuovo trattato permette che vi sia un commissario per ciascuno Stato membro.
  • SISTEMA DI VOTO -  Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata, salvo laddove i trattati prevedano una procedura diversa, come il voto all'unanimità. Ciò comporta una estensione del voto a maggioranza qualificata a numerosi settori d'intervento (quali l'immigrazione o la cultura). Dal 2014, viene introdotto il voto a doppia maggioranza, vale a dire quella degli Stati (55%) e quella della popolazione (65%), che riflette la doppia legittimità dell'Unione, rafforza sia la trasparenza che l'efficacia. Questo nuovo sistema di calcolo viene completato da un meccanismo analogo al cosiddetto "compromesso di Ioannina", che dovrebbe permettere ad un numero limitato di Stati membri (vicino alla minoranza di blocco) di manifestare la loro opposizione ad una determinata decisione. In tal caso il Consiglio è tenuto a fare di tutto per giungere, in un lasso di tempo ragionevole, ad una soluzione soddisfacente per entrambe le parti.
  • POLITICHE COMUNI - La politica energetica e la politica ambientale volta a contrastare il riscaldamento globale sono i nuovi obiettivi comuni. Viene introdotto per la prima volta il principio di solidarietà, per far sì che un paese che si trovi in gravi difficoltà per quanto riguarda l'approvvigionamento energetico possa contare sull’aiuto degli altri Stati membri. Viene promossa la cooperazione operativa tra i Paesi per prevenire dalle calamità naturali o provocate dall'uomo. In campo sanitario, viene prevista la possibilità di introdurre misure volte direttamente a tutelare la salute dei cittadini, ad esempio in relazione al tabacco e all'abuso di alcol, mentre vengono incentivati gli Stati membri a predisporre misure di sorveglianza e di allarme contro gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, come l'influenza aviaria. Il commercio equo e libero è un principio da rispettare per il funzionamento appropriato del mercato interno.

 

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