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Riparte il Comitato per la lotta contro le frodi comunitarie

10 settembre 2007Parole chiave:
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Riparte oggi il Comitato per la lotta contro le frodi comunitarie nella rinnovata composizione. Presieduto dal Ministro per le Politiche Europee, Emma Bonino, il gruppo avrà funzioni consultive e di indirizzo per il coordinamento delle attività di contrasto alle frodi e alle irregolarità nel settore fiscale, della politica agricola comune e dei fondi strutturali.

"In base ai dati del 2006 l’Italia risulta al primo posto per numero di fondi illecitamente ottenuti dall’UE, pari a 318 milioni di euro, e al quinto per numero di casi denunciati (1.221)", ha segnalato il ministro Bonino durante la riunione di inaugurazione del Comitato. "Era perciò urgente prevenire altre irregolarità ai danni del bilancio comunitario. Tuttavia, dopo aver verificato che al numero di denunce non corrispondevano altrettanti casi di frode, è stato deciso di legare l’apertura di una denuncia all’accertamento da parte delle autorità amministrative (statale, regionale, comunale e provinciale) responsabili del fondo comunitario oggetto di indagine. In questo modo saremo in grado di comunicare alla Commissione europea solo i casi di vera frode con conseguente risparmio di tempo e risorse". E’ questa la principale novità illustrata dal ministro Bonino, che ci pone in linea con i partner europei e che potrebbe aiutarci a scendere nella classifica dei paesi che maggiormente attingono alle casse europee. 

Il Comitato antifrode (D.P.R. 14-5-2007 n. 91), che elaborerà proposte e iniziative per la prevenzione e la lotta alle irregolarità comunitarie, è composto da rappresentanti del Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie, dal Comandante del Nucleo della Guardia di Finanza per la repressione delle frodi comunitarie, dai rappresentanti delle amministrazioni interessate e dai componenti designati dalla Conferenza unificata.
 
"Il mancato recupero dei finanziamenti comunitari illegittimamente versati incide sulla contabilità del Paese più ancora che sul bilancio dell’UE", chiarisce Bonino. "Per questo è necessario individuare gli strumenti per recuperare nel modo più efficace possibile i contributi comunitari illegittimamente ottenuti e, soprattutto, migliorare l’immagine del nostro Paese".


  

Stato attuale delle frodi, delle irregolarità e dei recuperi

Risorse proprie
Le risorse proprie corrispondono ai trasferimenti effettuati dagli Stati membri a profitto del bilancio comunitario, al fine di garantire il finanziamento delle spese dell'Unione Europea. Grazie al finanziamento del bilancio comunitario tramite risorse proprie, è stato possibile realizzare l'autonomia finanziaria dell'UE.
Il sistema delle risorse proprie comprende quattro tipi di entrate: i diritti agricoli e le quote dello zucchero; i diritti doganali; la risorsa basata sull'IVA; la risorsa basata sul reddito nazionale lordo (RNL).
 - importi irregolari [. pdf - 74 KByte]
 - numero casi segnalati [. pdf - 63 KByte]
 - situazione dei recuperi [. pdf - 67 KByte]

Fondi strutturali
I Fondi strutturali e il Fondo di coesione costituiscono gli strumenti finanziari della politica regionale dell’Unione Europea il cui scopo consiste nell’equiparare i diversi livelli di sviluppo tra le regioni e tra gli Stati membri. Essi contribuiscono pertanto a pieno titolo all’obiettivo della coesione economica, sociale e territoriale.
Esistono due Fondi strutturali: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo sociale europeo (FES).
 - importi irregolari [. pdf - 65 KByte]
 - numero casi segnalati [. pdf - 53 KByte]
 - situazione dei recuperi [. pdf - 59 KByte]

FEOGA sezione garanzia
Il FEOGA "Garanzia" è un fondo gestito direttamente dall'UE per finanziare le spese della politica comune dei mercati e dei prezzi agricoli; le azioni di sviluppo rurale che accompagnano il sostegno dei mercati; le misure rurali al di fuori delle regioni obiettivo 1; le spese di alcune misure veterinarie; le azioni informative sulla Politica Agricola Comune (PAC).
 - importi irregolari [. pdf - 65 KByte]
 - numero casi segnalati [. pdf - 54 KByte]
 - situazione dei recuperi [. pdf - 59 KByte]

Dipartimento Politiche Europee

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