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Relazione COLAF 2015

19 ottobre 2016Parole chiave:
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19 ottobre 2016%3A Montecitorio%2C Presentazione Relazione ColafLa Relazione annuale al Parlamento del Comitato nazionale per la repressione delle frodi nei confronti dell'Unione Europea (COLAF), istituito presso il Dipartimento Politiche Europee, illustra le misure adottate, i risultati conseguiti e la strategia nazionale a tutela degli interessi economico-finanziari dell'Unione Europea.

La Relazione 2015 è stata presentata mercoledì 19 ottobre 2016 presso la "sala Aldo Moro" di Palazzo Montecitorio da Sandro Gozi, Sottosegretario agli Affari Europei, Michele Bordo, Presidente della XIV Commissione della Camera dei Deputati, Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Francesco Attardi, Comandante del Nucleo della Guardia di Finanza per la repressione delle frodi nei confronti dell'Unione Europea, e da Diana Agosti, Capo Dipartimento Politiche Europee.

Dalla Relazione emerge come nel 2015 i casi di irregolarità e frodi in Italia nel settore dei fondi strutturali sono stati 224, con una diminuzione del 20% rispetto al 2014. Un dato positivo confermato anche dall'andamento dei primi nove mesi del 2016 (-34% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).

Relazione 2015 - Italia%2C numero irregolarità 

"Abbiamo fatto risparmiare allo Stato ben 20 milioni di euro per il solo 2015, 60 milioni per il biennio 2014-2015 - ha sottolineato Gozi in un comunicato stampa - recuperando somme indebitamente erogate. Da maglia nera, l'Italia è ormai diventato Paese leader nell'azione di contrasto alle frodi e modello europeo".

  

Strumento informatico antifrode, tavolo di lavoro presso il COLAF

"Il Governo italiano - ha spiegato il Sottosegretario Gozi - è impegnato per migliorare l'azione di contrasto alle frodi sviluppando le attività di prevenzione. Fondamentale è lo studio e la realizzazione di nuovi modelli che valorizzano il patrimonio informativo in possesso delle Autorità nazionali e locali come la realizzazione di piattaforme informatiche integrate e condivise. Per questo motivo, abbiamo già avviato un tavolo di lavoro coordinato dal COLAF per realizzare uno strumento informatico antifrode che possa supportare tutte le Amministrazioni, nazionali e regionali, che hanno il compito di gestire i finanziamenti europei" .

  

Italia in controtendenza rispetto all'Unione Europea

A livello europeo, anche nel 2015 emerge un costante aumento del numero delle irregolarità e frodi segnalate dagli Stati membri (22.289 casi) con un impatto finanziario sostanzialmente immutato anche se in leggera crescita (3.209 milioni di euro rispetto ai 3.184 milioni di euro del 2014).

Relazione 2015 - Europa%2C irregolarità e impatto 

In Italia, il dato resta in controtendenza. Infatti, nel settore dei fondi strutturali, la prima decisa diminuzione del numero di casi nel 2014 (280 casi registrati rispetto ai 383 del 2013 con una decremento del 27%) è proseguita anche nel 2015 (224 casi, -20% rispetto al 2014). La Politica agricola comune resta il settore più critico per numero di irregolarità (532 casi, quasi il 60% dei totale), ma per impatto finanziario i fondi strutturali incidono per l'80% sul totale delle irregolarità.

Relazione 2015 - Italia%2C numeri e impatto 


 

"Italia leader in Europa, serve maggiore coordinamento con istituzioni UE"

Per quanto concerne il settore doganale, la 'non corretta descrizione della merce' è la causa principale delle irregolarità o frodi registrate (36%) rispetto alla 'origine della merce erroneamente dichiarato' (28%) e al 'valore della merce fraudolentemente dichiarato - sottofatturazione' (22%).

"Sul fronte europeo - ha concluso Gozi - l'Italia è ormai diventato Paese leader nell'azione di contrasto alle frodi tanto che stiamo 'trainando' le istituzioni europee con proposte che migliorino il quadro normativo e colmino eventuali lacune. Facciamo l'esempio dei Fondi strutturali che rappresenta la più consistente voce di spesa all’interno dei finanziamenti europei. E' un settore particolarmente a rischio di fenomeni di frode, spesso a carattere transnazionale, non sufficientemente tutelato da strumenti di cooperazione investigativa tra Stati Membri. Serve un più stretto coordinamento con l'Unione Europea, un più efficace scambio di informazioni e strumenti di mutua assistenza amministrativa. Stiamo lavorando a stretto contatto con l'Olaf insieme al quale abbiamo promosso un progetto di cooperazione amministrativa che sarà presentato nel corso di una Conferenza che si terrà il prossimo 9 novembre presso il Parlamento europeo".

Relazione annuale al Parlamento del Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell'Unione Euuopea - Anno 2015 [.pdf - 2,86 Mbyte]

Dipartimento Politiche Europee

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