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Libera prestazione di servizi

10 febbraio 2016Parole chiave:
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La libera prestazione di servizi può essere svolta in Italia in modo temporaneo e occasionale da un cittadino residente in un altro Stato dell'UE, dello Spazio Economico Europeo (Islanda Liechtestein e Norvegia) o in Svizzera, dove svolge stabilmente la propria attività. Se in tale Stato la professione non è regolamentata, occorre dimostrare di aver svolto un solo anno di esperienza professionale negli ultimi dieci anni.

Il professionista deve inviare una dichiarazione preventiva alla competente Autorità italiana prima di esercitare una prestazione di servizi nel nostro Paese. La dichiarazione ha validità di un anno per le professioni che hanno un impatto sulla salute o sicurezza pubblica, di 18 mesi per tutti gli altri casi.

Al termine del periodo di validità, il professionista deve presentare nuovamente la dichiarazione se vuole continuare a fornire servizi temporanei e occasionali in Italia. 

Per le attività stagionali, le Autorità competenti possono effettuare controlli per verificare il carattere temporaneo ed occasionale dei servizi prestati nel nostro Paese. A tal fine possono chiedere, una volta l'anno, informazioni in merito ai servizi effettivamente prestati in Italia, qualora tali informazioni non siano già state comunicate su base volontaria dal professionista-

Nella dichiarazione preventiva è necessario indicare:

  • nome e cognome
  • recapiti: indirizzo, telefono, e-mail, etc.
  • nazionalità
  • professione per cui si ha l'abiltazione nello Stato di provenienza e professione che si intende esercitare in Italia.


Il professionista deve allegare alla dichiarazione preventiva la seguente documentazione:

  • certificato o copia di un documento che attesti la nazionalità
  • certificato dell'Autorità competente dello Stato di provenienza che attesti la residenza, l'esercizio dell'attività e assenza di elementi che vietano tale esercizio
  • documento che attesti il possesso delle qualifiche professionali
  • documento che attesti l'esercizio dell'attività per almeno un anno nei precedenti dieci anni, nel caso di professione non regolamentata
  • per le professioni nel settore della sicurezza: documento che certifichi l'assenza di condanne penali 
  • per le professioni nei settori della sicurezza e della sanità e per le professioni relative all'istruzione dei minori, inclusa l'assistenza e l'istruzione della prima infanzia: documento che certifichi l'assenza di sospensioni temporanee o definitive dall'esercizio della professione o di condanne penali 
  • per le professioni che hanno implicazioni per la sicurezza dei pazienti: dichiarazione del professionista di essere in possesso di una conoscenza della lingua italiana necessaria per l'esercizio della professione
  • per le professioni rientranti nell'Allegato IV della direttiva (qualora non si posseggono i requisiti per ottenere il riconoscimento automatico) e per le quali l'Italia richiede una verifica preliminare delle qualifiche: certificato sulla natura e durata dell'attività rilasciato dall'Autorità competente dello Stato membro di provenienza

Nel caso in cui la professione che si intende esercitare comporti un rischio per la salute o la sicurezza pubblica (consulta l'elenco), l'autorità competente può svolgere un controllo preventivo della qualifica prima dell'esercizio dell'attività.

Tale controllo non avviene per le professioni a riconoscimento automatico (medico, infermiere responsabile dell'assistenza generale, dentista, veterinario, ostetrica, farmacista ed architetto), per le professioni a riconoscimento in base all'esperienza professionale (professioni rientranti nell'Allegato IV della direttiva) e per le professioni per le quali il riconoscimento potrà essere effettuato sulla base dei "Quadri comuni di formazione" (ancora non adottati dalla Commissione UE).

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