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Frodi UE, partenariato Italia-Polonia

28 novembre 2014Parole chiave:
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incontro Italia-PoloniaSi è svolta a Roma, dal 24 al 28 novembre 2014, nell'ambito del Progetto di Partenariato promosso dalla "Podlaski Voivodship Police" denominato "Grants-STOP-Manipulation", la visita studio di dieci funzionari di Polizia della Repubblica di Polonia, guidati dal Generale Sławomir Mierzwa.

L'organizzazione della visita è stata curata dal Nucleo della Guardia di Finanza per la repressione delle frodi nei confronti dell'Unione Europea, che opera all'interno del Dipartimento Politiche Europee.

L'obiettivo del partenariato è stato quello di rafforzare la cooperazione tra gli organismi polacchi e le principali Autorità italiane preposte alla prevenzione ed al contrasto delle frodi al bilancio dell'Unione Europea.

In particolare sono state svolte visite presso: il Dipartimento per le politiche europee, il Comando Generale della Guardia di Finanza, la Corte dei Conti, il Ministero di Giustizia ed il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari.

Nel corso del suo intervento di chiusura della visita, il Capo Dipartimento per le politiche europee, Diana Agosti, auspicando che gli incontri svolti siano stati costruttivi e forieri di future collaborazioni tra l'Italia e la Polonia, ha sottolineato come queste cooperazioni rientrano, ormai, nelle migliori tradizioni del Dipartimento, che ha già svolto, nel passato, numerosi progetti di partenariato volti allo scambio di esperienze e "best practices" nella lotta antifrode con vari Partner europei.

Il Capo Dipartimento Agosti ha quindi evidenziato come detti progetti sono stati molto apprezzati e cofinanziati dall'OLAF nell'ambito del programma "Hercule II" e come questi incontri contribuiscono a testimoniare ancora una volta il ruolo collaborativo, fattivo e propositivo che svolge l'Italia con gli altri Stati Membri e con le istituzioni europee sul delicato tema della tutela degli interessi finanziari dell'Unione Europea.

In tal senso, l'esperienza italiana dimostra come non sia possibile porre in essere un'efficace ed effettiva attività antifrode se non attraverso il "coordinamento" di tutti gli attori interessati, nazionali ed europei, perché non si ottengono mai dei buoni risultati se si pensa di gestire le questioni "ognuno nel proprio giardino di casa".

È questo il caso, ad esempio, proprio della lotta antifrode nei fondi UE che ha visto l'Italia, negli ultimi anni, protagonista in tutte le sedi con una serie di iniziative e proposte di assoluto rilievo anche grazie all'opera instancabile di una "best practice" nazionale ovvero del Comitato nazionale lotta antifrode, che opera nell'ambito del Dipartimento Politiche Europee e che ha di recente assunto la qualifica di Anti fraud coordination structure (AFCOS).

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