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SOLVIT, nessun pagamento per cure mediche nell'UE

31 ottobre 2013Parole chiave:
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TEAMLa TEAM, Tessera Europea di Assicurazione Malattia (in Europa chiamata EHIC, European Healt Insurance Card), da diritto ai cittadini europei a ricevere le cure alle stesse condizioni degli assistiti del Paese in cui ci si trova. Nessun pagamento è dovuto tranne il pagamento di un eventuale ticket. Ad Agordo, in provincia di Belluno, bastano 45 minuti per risolvere il caso di una cittadina austriaca.

La signora A.J. durante un suo soggiorno in Italia usufruisce di prestazioni sanitarie dell'ospedale di Agordo. Poco tempo dopo, si vede arrivare una richiesta di pagamento di oltre 200 euro. A.J. sostiene di aver presentato ai medici italiani la sua tessera TEAM. Così si rivolge al SOLVIT austriaco che espone la vicenda ai colleghi italiani.

"Abbiamo contattato la responsabile del procedimento dell'Ospedale - racconta SOLVIT Italia - che in meno di un'ora ha risolto il caso grazie all'invio della documentazione necessaria per far sì che il pagamento della prestazione venisse regolarizzato attraverso il rapporto diretto tra le amministrazioni dei due Paesi".

"In realtà - ci spiega Marialuisa Del Din, responsabile ufficio cassa dell'Ospedale di Agordo - la cittadina austriaca non risulta aver presentato la TEAM quando venne assistita dal nostro Pronto Soccorso. Ma è assolutamente naturale che un cittadino non italiano, in una situazione di emergenza, non abbia tutti i documenti con sé".

Del Din è molto cortese e ben consapevole della problematica sollevata dalla cittadina austriaca. "La nostra struttura presta soccorso a molte persone di altri Paesi UE, soprattutto nei periodi invernali. Ci sono tante piste da sci e, come può immaginare, possono capitare infortuni. Gli operatori del Pronto Soccorso chiedono automaticamente la TEAM, presentano dei facsimili, ma quando l'assistito non ne è provvisto, accettiamo che ne invii copia anche nelle ore e nei giorni immediatamente successivi".

Ma la struttura di Agordo va oltre. "Quando non disponiamo della TEAM e siamo costretti a inviare una richiesta di pagamento, nella nota spieghiamo anche che è possibile sanare la situazione prendendo contatto con la nostra struttura e inviando la documentazione necessaria". Ed è quello che è accaduto alla cittadina austriaca che ha così potuto risolvere positivamente il suo caso.

Ma la storia di A.J. ricorda a tutti i cittadini italiani, e quindi europei, di portare sempre con sé la TEAM negli spostamenti all'interno dell'Unione. Solo in questo modo, potremmo esercitare il diritto di assistenza sanitaria gratuita in qualunque Paese UE ci troviamo.


Per saperne di più:
TEAM sul sito del Ministero della Salute

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