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Il contrasto alle frodi finanziarie all'Unione Europea

28 novembre 2012Parole chiave:
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(dalla prefazione di Roberto Adam, Capo Dipartimento Politiche Europee)
 

In un contesto caratterizzato da una delle più gravi crisi dell'economia mondiale, la corretta, efficace ed efficiente gestione delle risorse finanziarie comuni rappresenta un'assoluta necessità ed un preciso dovere per tutte le pubbliche Istituzioni.

I temi della tutela degli interessi finanziari dell'Unione Europea e della lotta contro la frode individuano, come noto, un'area di responsabilità condivisa tra la stessa Unione e gli Stati membri, disciplinata dall'art. 325, TFUE (Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea), che sancisce:

  • il "principio di assimilazione", secondo cui gli Stati membri devono adottare, per la lotta contro le frodi che ledono gli interessi finanziari dell'UE, le stesse misure di cui normalmente si avvalgono per combattere le frodi che ledono i propri interessi finanziari nazionali;
  • l coordinamento dell'azione antifrode tra l'UE e le Autorità nazionali;
  • la necessità che il Parlamento europeo e il Consiglio assumano ogni pertinente iniziativa in quest'area vitale per l'UE, per assicurare una protezione efficace ed equivalente in tutti gli Stati membri.


Contrasto alle frodi finanziarieTuttavia, l'esame dei dati numerici riferiti al settore della tutela degli interessi finanziari evidenzia che l'attività di contrasto alle frodi si caratterizza per una singolare complessità in ambito europeo.

In questo scenario, l'elevato livello di tutela approntato dall'Italia, immediatamente e facilmente rilevabile dai dati inseriti nei rapporti annuali della Commissione europea, dimostra come il nostro Paese abbia attuato con lealtà e tempestività il citato "principio di assimilazione", disponendo, come noto, di Amministrazioni particolarmente preparate ed attrezzate sul fronte della lotta alle frodi, oltre ad uno specifico Organo di polizia, rappresentato dalla Guardia di Finanza che, con una competenza generale in materia economico-finanziaria, opera con gli stessi poteri e con le stesse professionalità a tutela sia del bilancio nazionale che dell'Unione Europea.

Non a caso il Parlamento europeo e la Commissione europea, in seno agli ultimi "Rapporti annuali sulla protezione degli interessi finanziari dell'UE - Lotta alla frode", hanno ormai definitivamente e pienamente riconosciuto che tassi più elevati di frode in un Paese sono innanzitutto sintomo inequivocabile di un efficiente ed efficace sistema di rilevazione e segnalazione delle frodi.

Inoltre, anche il vertice dell'Ufficio europeo per la Lotta Anti Frode (OLAF) ha più volte elogiato l'Italia quale vero e proprio modello di riferimento, in ambito europeo, nell'azione di contrasto alle frodi.

I numerosi riconoscimenti ottenuti dal nostro Paese, tuttavia, non possono e non devono lenire la necessaria spinta tesa a migliorare ulteriormente il sistema di gestione dei fondi attraverso sempre più incisive e concrete attività di prevenzione.

A tal fine il Nucleo della Guardia di Finanza per la repressione delle frodi contro l'UE istituito presso il Dipartimento per le Politiche Europee, ha posto in essere significativi sforzi tesi a migliorare, ulteriormente e a tutti i livelli, l'apparato antifrode nazionale proprio sotto l'aspetto preventivo.

Più nel dettaglio, il Nucleo ha ideato e promosso un progetto formativo in sede regionale testimoniato della presente pubblicazione, che si è concluso, nell'ultimo appuntamento di Roma, anche con l'eccezionale e gradita presenza di numerose Delegazioni estere.

Non a caso, infatti, il know how italiano nel particolare settore antifrode ha permesso di ottenere ambiziosi riconoscimenti anche da altri Paesi europei che hanno mostrato particolare interesse proprio per gli efficienti modelli gestionali ed operativi utilizzati nel nostro Paese.

Pertanto, le future linee d'azione saranno orientate, in particolare, verso l'ulteriore valorizzazione e diffusione, con il necessario coordinamento dell'OLAF, delle best practices italiane per rendere omogenea, in tutto il territorio dell'UE, l'azione di contrasto alle frodi proprio in ossequio alle previsioni dell'art. 325 TFUE.

Nel ritenerci, quindi, pienamente soddisfatti per i risultati conseguiti e per le ulteriori linee d'attività intraprese formuliamo un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione del progetto formativo tra cui, in particolare, l'Ufficio europeo per la Lotta Anti Frode (OLAF) e l'Ispettorato Generale per i Rapporti con l'Unione Europea della Ragioneria Generale dello Stato.

Dipartimento Politiche Europee

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