Lotta alle frodi, la Relazione 2010 della Commissione UE
La Commissione Europea ha pubblicato la "Relazione annuale" sulla tutela degli interessi finanziari dell'Unione, relativa all'anno 2010. La relazione fornisce informazioni sui casi di irregolarità e sospetti di frode comunicati dagli Stati membri e sul recupero di fondi dell'UE.
È importante distinguere tra le frodi e le irregolarità: queste ultime sono spesso il risultato di errori commessi in buona fede dai beneficiari nell'adempiere agli obblighi di dichiarazione. Ad esempio, se una persona non indica correttamente le ore di lavoro dedicate ad un progetto commette un'irregolarità, così come se non vengono rispettate le norme per una data procedura di gara, richiedendo un numero troppo esiguo di offerte o accettando le offerte di candidati non idonei. Le frodi sono invece irregolarità commesse intenzionalmente che costituiscono reato e la cui reale incidenza finanziaria può essere quantificata solo una volta concluso il procedimento giudiziario.
Dalla relazione emerge che il numero delle irregolarità segnalate è salito a 10.332 nel 2010, rispetto alle 7.769 del 2009. L'incidenza finanziaria totale delle irregolarità rilevate dai sistemi di controllo nel settore della spesa ammonta a 1,8 miliardi di euro (1,27% dei fondi stanziati), a fronte di 1,4 miliardi di euro (1,13% dei fondi stanziati totali) nel 2009. Secondo la Commissione UE, una delle ragioni dell'aumento sia del numero delle irregolarità che della sua incidenza finanziaria è data dal volume e dalla rapidità delle segnalazioni da parte di molti degli Stati membri.
In tal senso, il rapporto evidenzia l'elevata capacità di contrasto da parte dell'Italia che, nel 2010, ha segnalato ben 1.706 casi di irregolarità/frode. Spiega la Commissione europea, i dati statistici non possono in alcun modo determinare graduatorie negative tra gli Stati membri, in quanto l'alto numero di casi segnalati da un Paese rappresenta innanzitutto sintomo di un efficiente ed efficace sistema di contrasto e rilevazione delle frodi.
Non a caso, la Commissione stigmatizza il comportamento di alcuni Stati che, in rapporto all'entità dei fondi utilizzati, denunciano tassi di frode eccessivamente bassi quale probabile risultato di una minore capacità di scoprire le frodi ovvero di una loro mancata comunicazione.
La Relazione della Commissione, inoltre, riconosce all'Italia un nuovo ed indiscusso ruolo di riferimento nello scenario europeo quale Paese in possesso di un sistema di controlli tra i più efficaci ed efficienti.
Tra i prossimi obiettivi, l’Italia si propone, di concerto con l'OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode), di mettere a disposizione dei Paesi che ne facciano richiesta il proprio modello organizzativo d'eccellenza, anche al fine di contribuire a rendere omogenea, in tutto il territorio comunitario, l'azione di contrasto alle frodi come prescritto dall’art. 325 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFEU).
Per saperne di più:
Tutela degli interessi finanziari dell'UE - Lotta contro la frode. Relazione annuale 2010 [.pdf - 125 Kbyte]
Relazione 2010: tutti i documenti [EN]
Approfondimento sulle frodi UE
Archivio:
Relazione 2009
















