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Lotta alle frodi, Relazione UE 2009

14 luglio 2010Parole chiave:
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La Commissione europea ha pubblicato la relazione annuale relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità e alla lotta contro la frode. Il documento presenta un quadro dei casi di irregolarità che gli Stati membri hanno notificato alla Commissione nel 2009, compresi i casi di presunta frode, e descrive in dettaglio le operazioni di recupero di fondi dell'UE portate a buon fine.

Dalla relazione emerge un miglioramento, rispetto agli anni scorsi, degli adempimenti degli Stati membri in materia di trasmissione di informazioni sulle irregolarità e contiene raccomandazioni su come migliorare ulteriormente la tutela del denaro dei contribuenti dell'Unione Europea. La relazione di quest'anno affronta anche due temi specifici: la collaborazione tra Commissione e Stati membri in sede di controlli in loco e le misure adottate dagli Stati membri per recuperare gli importi irregolari.

In base alla relazione annuale, il numero di casi di irregolarità nel settore delle risorse proprie e della spesa diretta è sceso notevolmente nel 2009 rispetto al 2008. In altri settori, come l'agricoltura, la politica di coesione e i fondi di preadesione, tuttavia, il numero di casi di irregolarità riferiti, compresi i casi di sospetta frode, in generale è aumentato. Quest'aumento è imputabile a una serie di fattori: spesso può indicare che i sistemi antifrode e i controlli applicati funzionano meglio, il che spiegherebbe l'aumento del numero di casi constatati. In virtù della legislazione dell'UE è necessario correggere tutti gli errori riscontrati che interessano fondi europei e questi fondi devono essere recuperati se non sono stati utilizzati in conformità alle norme.

L'Italia spicca per essere il paese che nel 2009 ha denunciato all'UE il valore più elevato di irregolarità accertate dai 27 Stati membri e per l'impegno, tra i più efficaci in Europa, nel contrastare il fenomeno. Le maggiori irregolarità italiane si sono registrate nel settore della Politica di coesione: 891 casi per un valore di quasi 329 milioni di euro, il livello pià alto tra i Paesi europei. Anche per quanto riguarda l'agricoltura le denuncie dell'Italia a Bruxelles sono da primato rispetto agli altri partner: ossia 288 casi per circa 54 milioni di euro. Sul fronte invece delle Risorse proprie, l'Italia ha constatato 312 situazioni fuori norma per un valore di circa 40 milioni di euro, al terzo posto dopo Germania e Regno Unito.

Nel 2009, diminuiscono i casi di irregolarità comunicati nel settore Risorse proprie (-23% in numero nel 2009 rispetto al 2008) e delle Spese dirette (-24%). Aumentano i casi invece nel settore Agricoltura (+43%) per un importo complessivo stimato a 125 milioni di euro, nella Politica di coesione (+23%) per un importo complessivo stimato a 1,22 miliardi di euro e nei Fondi di preadesione (+35%) nei 14 Paesi che ne hanno beneficiato lo scorso anno, per un importo complessivo stimato a 117 milioni di euro.

Per saperne di più:
Rapporto della Commissione europea [.pdf - EN]
Rapporto dell'OLAF [.pdf - EN]
Nota del ministro Ronchi

Dipartimento Politiche Europee

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