Vai direttamente ai contenuti

EN FR

Modulo ricerca nel sito

sei in: Home | Attività | Infrazioni, prosegue trend positivo

Infrazioni, prosegue trend positivo

1 marzo 2010Parole chiave:
  • Segnala presso:
  • Delicious
  • Diggit
  • Facebook
  • Google
  • OKNOtizie
  • Technorati
  • My Yahoo

Relazione del ministro Ronchi al Consiglio dei Ministri sulle procedure d'infrazione 

Nella riunione dello scorso 28 gennaio, dedicata dalla Commissione alle procedure d'infrazione, il Collegio dei Commissari ha deciso, per quanto riguarda l'Italia, 20 archiviazioni di cui 16 concernenti procedure già aperte e 4 ancora allo stadio di reclamo, a fronte dell'apertura di 3 nuove procedure d'infrazione.

Ciò porta il numero complessivo delle procedure d'infrazione chiuse da giugno 2008, data di insediamento del Governo, ad oggi a ben 194. Tenendo conto di quelle che sono state nel frattempo aperte, il numero totale delle procedure d'infrazione a carico dell'Italia scende così dalle 185 di maggio 2008 alle attuali 150.

A ciò va aggiunto, a dimostrazione ulteriore del grande lavoro che sta facendo il Dipartimento Politiche Comunitarie, che nello stesso periodo abbiamo ottenuto anche 119 archiviazioni di reclami, cosa che ci ha evitato l'apertura di altrettante procedure d’infrazione. Ed infatti la stessa Commissione ha indicato di recente l'Italia come il Paese più virtuoso grazie alla più alta riduzione delle procedure d'infrazione (-34%).

Va sottolineato che questo trend positivo è dovuto essenzialmente alla riduzione delle procedure d'infrazione per cattiva applicazione del diritto dell'Unione, che sono anche quelle più difficili da risolvere. Il numero di questo tipo di procedure passa infatti dalle 154 di un anno e mezzo fa alle 117 di oggi.

Sono infatti soprattutto le procedure d'infrazione per mancato recepimento di direttive europee che non fanno diminuire in maniera più consistente il numero complessivo delle procedure a nostro carico. Esse mostrano anzi, purtroppo, un trend crescente, rappresentando 1/4 del totale delle infrazioni pendenti. Il deficit di trasposizione rimane piuttosto alto e decisamente superiore alla media europea. Ciò è dovuto in parte alla durata dell'iter di approvazione della Legge comunitaria (e stiamo pensando a possibili rimedi), in parte alla lentezza, su cui ho richiamato più volte l’attenzione, di alcune amministrazioni nel preparare i provvedimenti di recepimento.

Relativamente alla suddivisione delle procedure per materia, l'Ambiente si conferma l'area nella quale è pendente il maggior numero di procedure con 37 dossier aperti, ma appare in deciso calo rispetto al passato. Esso è seguito dal settore, invece in crescita, della Fiscalità e Dogane con 24 e quello dei Trasporti con 14. Sull'Ambiente pesano peraltro molto i comportamenti delle amministrazioni locali.

Un elemento su cui porre particolare attenzione è che, a fronte del continuo miglioramento della nostra posizione complessiva, vi è un progressivo aggravamento delle procedure in corso. Delle 150 attualmente pendenti, infatti, quasi la metà si trovano ad uno stadio proceduralmente avanzato, dal parere motivato ex art. 258 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE) in su .

Sono numeri che non vanno sottovalutati perché il Trattato di Lisbona ha accelerato l'iter che porta ad eventuali sanzioni. Nei casi di mancato recepimento di direttive, queste possono ora arrivare con la prima sentenza di condanna. Negli altri casi il passaggio dalla prima alla seconda sentenza è diventato più veloce di prima. Ebbene ben 13 procedure per cattiva applicazione del diritto dell'Unione sono già in fase di infrazione ai sensi dell'articolo 260 TFUE e delle 33 procedure per mancato recepimento di direttive 13 sono in fase avanzata ex articolo 258 TFUE.

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

2009 © Tutti i diritti riservati